Il Tirreno

Pisa

Detenuto con l’Aids ferisce gli agenti

di Giovanni Parlato
Detenuto con l’Aids ferisce gli agenti

Tensione al carcere Don Bosco: tunisino con una lametta si scaglia contro il direttore e quattro poliziotti penitenziari

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PISA. Un detenuto tunisino malato di Aids ha aggredito gli agenti di polizia penitenziaria ferendone uno con una lametta da barba, mentre altri tre, intervenuti per bloccarlo, hanno riportato delle ecchimosi. Illeso il direttore, Fabio Prestopino, intervenuto anche lui e che, in un primo momento, sembrava fosse rimasto contuso.

Il fatto è accaduto nel tardo pomeriggio di venerdì. Il detenuto è un tunisino intorno ai 35 anni, arrivato a Pisa dal carcere di Prato da una decina di giorni e prima ancora da quello di Bergamo, dove - anche lì - aveva aggredito del personale della sicurezza penitenziaria. Anzi, il suo curriculum è costellato da numerose aggressioni, anche violente, ad agenti di polizia penitenziaria in diversi carceri italiani dove è rinchiuso dal 2002.

Venerdì pomeriggio, il detenuto aveva chiesto di fare una telefonata, ma non aveva soldi. È stata verificata la possibilità di fare la telefonata a carico della persona che riceveva la comunicazione, ma non è stato possibile. Nel momento in cui, all’interno della sezione giudiziaria, gli agenti hanno comunicato al detenuto che non era possibile telefonare, l’uomo è andato su tutte le furie. Sono intervenuti gli agenti ed è è stato avvisato il direttore. Il detenuto è stato, quindi, trasferito al Centro clinico. In infermeria è sembrato rasserenarsi e ha detto che si sentiva più calmo ripetendo «non lo faccio più».

Parole che sono servite al detenuto ad allentare l’attenzione per un momento, quindi ha sottratto un paio di forbici e ha cominciato a minacciare gli agenti che sono intervenuti. Non si sa come (ma è presumibile che il tunisino l’avesse messa in tasca già prima di uscire di cella), è comparsa una lametta da barba fra le mani del detenuto affetto da Hiv con cui ha ferito un agente che dovrà sottoporsi alla profilassi.

Proprio l’avvocato Andrea Callaioli, garante per i diritti delle persone private dalla libertà personale nominato dal sindaco, aveva incontrato mercoledì scorso il tunisino. «Siamo in presenza di un detenuto particolare con gravi atti di autolesionismo e con diverse aggressioni agli agenti di polizia penitenziaria. È una persona instabile, con forti sbalzi d’umore e con reazioni violente. La sua pena, attualmente, scadrà nel 2018».

Sull’episodio è intervenuto il sindacato autonomo di polizia penitenziaria Sappe con il segretario generale Donato Capece. «Mi sembra inevitabile sostenere che le nostre preoccupazioni per un sistema penitenziario ogni giorno sempre più vicino all'implosione trovino conferma ogni giorno di più. L’ennesimo episodio di violenza in carcere va stigmatizzato e condannato con forza. Al direttore ed ai colleghi della polizia penitenziaria di Pisa, va la nostra solidarietà».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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