Attenzione
Aperture serali e Savoia per attrarre turisti
Via a nuove iniziative: eventi di giovedì a San Matteo e la domenica il Palazzo punta sui reali
PISA. «Il trend di visitatori paganti per il 2012 è in leggera crescita sia a Palazzo Reale che al San Matteo». Lo dice Dario Matteoni, direttore di entrambe le strutture museali. E annuncia: «Apriremo il museo di San Matteo il giovedì sera per eventi particolari e Palazzo Reale verrà aperto anche la domenica per incontri mirati sulla collezione dei Savoia».
Matteoni non si rassegna ai dati poco confortanti che vengono dal ministero dei Beni culturali e contrattacca con tutta una serie di iniziative: «Stiamo elaborando un progetto che prevede di realizzare al piano basso del San Matteo un’intera ala dedicata alla scultura ed architettura pisana, un omaggio alla città ed a quanto ha dato al mondo in questi ambiti». Sempre il direttore ritorna sui dati del ministero aggiungendo: «Ormai sono quattro anni che siamo fermi a quelle cifre e purtroppo l’anno scorso, tra le tante vicissitudini che ci sono capitate, c’è stata anche la mancata apertura per San Ranieri».
Tra le cifre, lo ricordiamo, spicca che solo 417 persone hanno pagato un biglietto per entrare a Palazzo Reale. Ci vogliono dunque nuove iniziative. Ad esempio, l’idea di quest’anno di dedicare un ciclo di abbinamenti tra vini del territorio e opere del San Matteo è stata azzeccata. «La ripeteremo e faremo qualcosa di straordinario a Palazzo Reale, ma non posso anticipare ancora nulla». L’ipotesi di un unico polo museale a Santa Chiara, come proposto da qualcuno, non convince Matteoni: «Dobbiamo far passare il messaggio che Pisa è una città d’arte nella sua interezza e non far concentrare tutti i turisti nei pressi di Piazza del Duomo. Non trovo opportuno neppure che si parli di unire le collezioni del San Matteo con quelle di Palazzo Reale: stiamo lavorando affinché quest’ultimo sia identificato come luogo dedicato alla ritrattistica dei Lorena, dei Savoia e del Novecento». Pisa dunque va “venduta” nel suo complesso.
«Da un po’ di tempo anche il Comune è impegnato in maniera importante su questo fronte del marketing», conclude Matteoni. Il Museo di San Matteo, non dimentichiamo, è prezioso non solo per ciò che espone, ma anche per i suoi depositi che sono pieni di importanti opere. Che, per ora, non sono fruibili.(ca.ve.)
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