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Giorgia: lo faccio per punire e punirmi

Giorgia: lo faccio per punire e punirmi

«Esercito in proprio, vorrei tanto smettere ma non ci riesco. E non impongo il preservativo»

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PISA. Giorgia (il nome è di fantasia) è una bellissima ragazza che ha meno di 25 anni e proviene da una delle ex repubbliche sovietiche. Esercita in Italia da quando è maggiorenne - giura - ed è arrivata con sua madre in Toscana poco più che adolescente per sfuggire ad un’infanzia drammatica: un padre assente o violento, la stessa madre alcolizzata (che poi ha abbandonato la ragazza) e le continue vessazioni subite da parte della comunità musulmana che «discriminava la nostra minoranza ortodossa; io subivo ripetuti abusi sessuali, ma mi sembrava una cosa “normale”».

Si prostituisce in proprio e vorrebbe smettere, «ma non ci riesco: se gli uomini hanno bisogno di sfogarsi è giusto che trovino qualcuna con cui farlo». E ti piace? «Non è bello, né brutto: è “normale”. A me va bene quello che a loro va bene: decidono loro cosa fare» e lascia intuire un suo atteggiamento molto passivo. Quindi come fai a conquistare clienti se non agisci molto? Risponde con naturalezza: con loro preferisce dare le spalle, perché si vergogna di mostrare il suo decolleté per niente abbondante; e durante la prestazione accetta di non imporre il profilattico ai suoi ospiti. «So che è rischioso - spiega - e finora non ho preso malattie, ma è un modo per punirmi e punirli». Agghiacciante. Il mondo di Giorgia è cupo, con un solo sussulto: «Allontano gli uomini se provano a baciarmi». Tante professioniste specificano che nei «momenti indimenticabili che passeremo insieme» non mancheranno i «baci veri». La giovane sovietica no: «Cercano sesso oppure amore? La verità è che sono persone sole. Io non ho mai provato il piacere fisico e loro non possono avere da me il conforto di un sentimento».

All’inizio della chiacchierata, Giorgia aveva detto che voleva smettere; sa che ci sono comunità che le darebbero una nuova vita e per lei sarebbe tanto più semplice, dal momento che in Italia ha anche studiato fino al diploma delle superiori. Allora? Guarda in silenzio, le trema il labbro, ma non risponde. Sarà l’incapacità di intravedere una prospettiva, sarà la paura di fare il grande passo. Ma ce l’avrai anche tu un sogno, qualcosa che ti darebbe lo stimolo per cambiare? Sorride: «Vorrei innamorarmi di un ragazzo e formare una famiglia. Normale». (g.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione Pisa