Il Tirreno

Pisa

Artigianato, la Cna Pisa prova a reagire alla crisi

di Carlo Palotti
Artigianato, la Cna Pisa prova a reagire alla crisi

2011 positivo sul piano del fatturato, ma quest’anno è difficile: 50 richieste di aiuto allo sportello Sos Impresa. E le pubbliche amministrazioni pagano tardi

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PISA. Per l’artigianato pisano, il 2011 è stato un anno positivo sotto il profilo dei fatturati, ma in prospettiva e rispetto al volume d’affari pre-crisi, la situazione attraversata dai nostri piccoli e medi imprenditori non fa ben sperare.

In due mesi, sono state oltre 50 le richieste d’aiuto ricevute dallo Sportello SOS Impresa istituito da Cna Pisa (al momento sospeso per riorganizzazione); mentre le molte difficoltà economiche del comparto, ridanno vita al fenomeno dello strozzinaggio.

Con il “Rapporto congiunturale consuntivo 2011” coordinato da Cna (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) Toscana ed elaborato da Istat e Local Global Sas, la sede pisana dell’associazione traccia un quadro ben preciso dell’economia artigiana provinciale.

Grazie al rimbalzo ottenuto dal settore delle costruzioni, la provincia pisana incrementa il proprio fatturato del 5,2% (a dispetto del -3,9% fatto registrare a livello regionale) e passa dai 752,7 milioni di euro del 2010, ai 791,9 milioni di euro del 2011.

In parallelo crescono sul nostro territorio anche i consumi delle imprese (+8%); mentre segnano il passo sia gli investimenti (-67%) che le retribuzioni (-12,6%).

Ad una prima lettura i dati della ricerca potrebbero anche far pensare ad un’inversione di tendenza: «Non è così – dice il presidente di Cna Pisa Andrea Zavanella. - Intanto va sottolineato che i fatturati del 2011 anche se cresciuti, restano ben al di sotto di quelli pre-crisi. In più se consideriamo le retribuzioni e gli investimenti, il futuro della nostra economia si fa molto preoccupante».

Dai 209,6 milioni di euro investiti dalle imprese nel 2010 infatti, si va ai 69,1 milioni di euro investiti nel 2011 ed il trend, si conferma negativo anche per le retribuzioni che calano di oltre 8,5 milioni di euro (dai 68,7 milioni del 2010, ai 60 milioni del 2011).

«E’ come se per la prima volta in quattro anni – prosegue Andrea Zavanella – si sia presa coscienza della crisi. Quella che stiamo attraversando non è certo una crisi ciclica, ma strutturale. Coinvolge l’intero sistema Italia».

Da qui la richiesta di Cna Pisa, di un segnale forte da parte delle istituzioni nazionali e della politica. «Prima o poi – continua Zavanella – dovremo chiederci che cosa non va in Italia. L’accesso al credito è diventato un miraggio, la burocrazia blocca sul nascere la libera iniziativa ed il patto di stabilità, strangola tutte quelle aziende in credito verso le pubbliche amministrazioni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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