Il dolore
Le tasse universitarie salgono a 140 euro
La Regione si adegua e sceglie la quota minima, ma per gli studenti sono comunque 42 euro in più
PISA. È stato l’ultimo regalo del governo Berlusconi, che nel consiglio dei ministri prima delle dimissioni ha approvato un decreto di riforma del Diritto allo studio universitario: tra l’altro, portava la tassa regionale da 98 euro a 140 minimo e 200 massimo.
E ieri la Regione si è dovuta adeguare scegliendo l’estremo più basso della forchetta. Così, dal prossimo anno accademico che comincia a settembre, gli studenti delle università di Pisa, Firenze e Siena dovranno pagare, oltre alla retta prevista dai loro atenei, anche 140 euro che si tradurranno in servizi. Nella città della Torre la brutta notizia è in parte compensata dalla decisione, presa in cda a fine giugno, che le tasse “locali” subiranno solo un adeguamento Istat e non i rincari paventati qualche mese prima. Ma resta l’amaro per una misura che la Toscana ha da tempo contrastato, chiedendo addirittura dentro la Conferenza delle Regioni di rimandare l’aumento della tassa di un anno, fino al 2013/14, «in modo da venire incontro alle particolari difficoltà che gli studenti e le loro famiglie stanno vivendo quest’anno a causa della crisi economica».
Il nuovo governo Monti ha risposto che l’eredità lasciata dai precedenti inquilini di palazzo Chigi non lo consentiva: infatti, negli ultimi anni si è assistito a una progressiva riduzione del fondo nazionale per l’erogazione delle borse di studio (ora è un terzo rispetto al 2008) e al taglio di 10 miliardi di euro sui fondi alle Regioni, che hanno competenza costituzionale in materia di diritto allo studio. In pratica, con i rincari è stato spostato l’onere della contribuzione verso gli studenti stessi. Stella Targetti, vice presidente della Toscana e assessore con delega all’università, ieri ha spiegato di voler «utilizzare il maggior gettito della tassa per offrire più benefici agli universitari: subito, da settembre, siamo intenzionati ad alzare la soglia limite dell’Isee e integrare le tipologie di servizi offerti agli studenti». Al momento per accedere ai benefici del dsu i richiedenti non devono superare il 17mila euro di indicatore economico equivalente: aumentando quel limite, si allarga la platea dei possibili beneficiari. Una possibilità offerta dal decreto “avvelenato” è la fasciazione della tassa regionale con tre scaglioni che partono da 120, 140 e 160 euro a seconda del reddito. Quest’anno non si fa in tempo, ma Targetti non la esclude per l’anno accademico 2013/14: «È una proposta che faremo ai rappresentanti degli studenti toscani e al consiglio d’amministrazione del Dsu. L’introduzione delle fasce risponde a un principio che la Regione Toscana considera fondamentale: chi ha di più deve dare di più per aiutare chi ha meno». L’azienda regionale per il Dsu gestisce i servizi quali borse di studio, residenze universitarie e mense.
Gianluca Campanella
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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