Il Tirreno

Pisa

Forno crematorio Finalmente c’è il bando di gara

di Candida Virgone
Forno crematorio Finalmente c’è il bando di gara

Ieri la risposta del Comune dopo l’ennesima protesta della Società per la cremazione per i disservizi all’utenza

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PISA. Il Comune lo assicura. Entro fine mese sarà il bando di gara per la realizzazione del nuovo forno crematorio, in modo da poter partire con i lavori entro fine estate e riaprire l’attività col nuovo anno. La risposta è arrivata ieri pomeriggio, dopo che la Socrem, la società pisana per la cremazione, stanca di attese e rinvii, ha riunito ieri soci e stampa per denunciare i ritardi burocratici ed i disservizi per gli utenti. Il nuovo impianto - assicurano da palazzo Gambacorti - completo di depurazione di fumi, verrà installato in un edificio già pronto, accanto a quello che ospitava il vecchio, dove troverà spazio invece la sala del commiato, da sempre chiesta, per i funerali non religiosi.

Base di gara mezzo milione di euro, iva esclusa. Le ultime promesse avevano assicurato che il bando di gara sarebbe stato pronto prima a fine gennaio, poi a fine aprile, con i lavori finiti al 30 giugno, data in cui la Socrem non era riuscita a sapere neanche se il bando fosse finalmente pronto. «Forse c’è stata una sottovalutazione del problema - ammette l’assessore Andrea Serfogli - ma l’ufficio cimiteri è afflitto da anni, per circostanze varie, da carenze di organici: si può dire che abbia una persona e mezza. Il bando di gara ha tardato perché l’ufficio supporto amministrativo ha dovuto affrontare degli aspetti tecnici di notevole difficoltà.

A fine mese sarà pronto il bando, che, essendo europeo, richiederà i classici 45 giorni di tempo: si spera di arrivare all’aggiudicazione provvisoria a settembre e definitiva a ottobre, partendo con i lavori in autunno e sperando di poter riaprire il servizio entro i primi di febbraio 2013». Il forno era stato chiuso una prima volta un anno fa, perché inquinava troppo; poi aveva ricevuto l’ennesima proroga fino a settembre, quando l’attività era cessata del tutto. La Socrem sollecita ancora una volta il Comune a chiudere definitivamente una partita che sta creando notevoli difficoltà agli utenti. Infatti chi è iscritto alla Socrem a Pisa, grazie ad una convenzione, può andare a Livorno, con notevoli costi di trasporto e tasse più accettabili, grazie all’accordo, di quelle previste per i non residenti.

Ma Livorno, che ha un vasto bacino di utenza, dalla Maremma ad altre regioni italiane, supera le 4mila unità l’anno e non accetta più nessuno. Così chi non è socio deve rivolgersi ad altre strutture vicine: a Arezzo, o addirittura a Viterbo e Ferrara, non solo col raddoppio di spesa previsto per i non residenti e non soci, ma anche con tempi di attesa ragguardevoli: si arriva a un mese e mezzo con successivi costi, in alcune strutture, di giacenza. Il presidente di Socrem, Adolfo Braccini, ed il segretario, Sergio Castelli, chiedono il rispetto di tutti gli impegni presi con voto unanime del consiglio comunale il 12 aprile scorso, non solo per la realizzazione del forno, ma anche per quella del giardino della memoria, l’area per la dispersione delle ceneri, per la quale è già pronto il progetto della società pisana e che nel più completo degrado, e per la revisione del regolamento cimiteriale che la potrà permettere.

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