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Pisa

Stalker, le pisane vendicano le perseguitate

Stalker, le pisane vendicano le perseguitate

A livello nazionale le vittime sono donne nell’88% dei casi e uomini nel 12%, a Pisa il rapporto è 70-30

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PISA. In controtendenza con la media nazionale, che vede l’88% dei casi di stalking da parte di uomini contro donne e solo il 12% viceversa, cioè nei riguardi di maschi, a Pisa si registra il 70% verso la sfera femminile ed un 30% di donne che perseguitano il cosiddetto sesso forte. Il dato viene dalla polizia e sarebbe stato registrato dall’entrata in vigore della legge ad ora, dunque dal 2009 in poi.

Nell’ambito dell’incontro che si è svolto sabato scorso all’Abitalia alla presenza dell’onorevole Mara Carfagna, l’ex ministro che aveva varato l’arrivo finalmente di una apposita legge sullo stalking, si è parlato di un tema attuale da ogni punto di vista, legale, giudiziario, psichiatrico, comunicativo.

L’onorevole Carfagna ha sottolineato l’esigenza che si torni a prestare attenzione ad un problema che purtroppo è spesso sottovalutato, che si diano maggiori risorse, soprattutto economiche, ai centri antiviolenza, che si indichino precise linee guida al ministero delle pari opportunità e che si proceda col piano nazionale che coinvolge il territorio in termini di tribunali, forze dell’ordine, centri di ascolto.

Il commissario Maurizio Stilli, della questura, oltre a fornire i dati che vedono le pisane fra le più accanite persecutrici italiane, ha rilevato come sicuramente gli strumenti giudiziari ad esempio degli Usa, dove esiste una sorta di prepatteggiamento che è di certo un deterrente, siano più incisivi di quelli italiani, dove c’è come fase iniziale lo strumento dell’ammonimento. Uno strumento che può impiegare anche dieci giorni ad arrivare. Si tratta però - come ha spiegato Stilli - di reali tempi tecnici.

«Bisogna chiaramente fare di più e meglio - ha sottolineato Giovanna Zitiello, presidente della Casa della donna, perché lo stalking non è che il primo atto di quello che è stato definito un vero e proprio femminicidio».

Dall’inizio dell’anno ad ora infatti sono state uccise 66 donne, due delle quali proprio lunedì scorso, come dire più di una alla settimana. Ad ascoltare le donne in difficoltà ci sono i centri antiviolenza, troppo pochi, 35 in Italia di cui solo 5 in Toscana. E poche sono anche le case rifugio, demandate ad associazioni sociali di tipo privato che soffrono una perenne carenza di adeguati contributi economici, tali da offrire reali alternative a chi vi si rivolge. La Casa della donna, che ha anche un valido supporto legale e medico, ricorda il numero del telefono donna, a cui è possibile rivolgersi in caso di emergenza: basta chiamare lo 050-561628.

La Toscana è la seconda regione italiana, dopo l’Emilia e la Romagna, per numero di denunce, il ché significa solo che ci sono maggiori sensibilità e coscienza del problema. nel 55% dei casi lo stalker è il partner o un ex, nel 5% un familiare, nel 15% un collega di lavoro o un compagno di studi, nel 25% un vicino. Uno stalker su 3 è recidivo e nel 70% dei casi ha gravi problemi relazionali.

Organizzato da Miriam e Patrizia Pagliarone, di Top Mind Training, con le Acli Toscana ed il patrocinio di Comune e Provincia, l’incontro è stato aperto dal saluto del nuovo prefetto, Francesco Tagliente, e ha visto la partecipazione del questore, Gianfranco Bernanei, che ha dato notizia proprio in quell’occasione dell’arresto di un pericoloso stalking, e del comandante provinciale dei carabinieri, Gioacchino Di Meglio. Sono intervenuti, con Stilli e Zitiello, i giornalisti del Corriere della sera Maria Silvia Sacchi, Grazia Mottola e Giuseppe Sarcina, lo scrittore Mario Furlan, fondatore dei City Angels, autore del libro «Donne basta paura», una sorta di corso di autodifesa per le donne. E ancora le assessore alle pari opportunità di Comune e Provincia, Marilù Chiofalo e Anna Romei, il magistrato Giuliano Giambartolomei, Federico Gelli, ex vicepresidente della Regione con delega alle pari opportunità nonché fautore della campagna antistalking, Dora Iacobelli, presidente della commissione pari opportunità di Legacoop, Cinzia Giachetti, del comitato nazionale Federmanager Minerva, e la psichiatra Claudia Carmassi, della clinica universitaria pisana.

(c.v.)

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