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Pisa

Reazioni univoche: parole condivisibili

Reazioni univoche: parole condivisibili

I commenti del sindaco, delle organizzazioni sindacali e delle imprese alla relazione di Squinzi

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PISA. Una pubblica amministrazione meno costosa, la ricerca come leva per uno sviluppo anti-crisi, il rilancio del settore dell’edilizia come traino per tutti gli altri comparti. I tasti più concreti toccati da Squinzi hanno sostanzialmente convinto la platea.

«Molto bene l’attenzione alla ricerca, Pisa è in prima linea», commenta subito il sindaco Marco Filippeschi. «Abbiamo sentito forti preoccupazioni per la situazione economica complessiva - aggiunge - ma abbiamo sentito anche parole confortanti quando Squinzi ha ricordato l’esigenza di mettere a profitto ricerca ed innovazione. Sotto questo punto di vista Pisa ha carte molto importanti da giocare, grazie all’alta concentrazione di competenze tra Università e centri di ricerca. Sono d’accordo sulla spinta a sburocratizzare e fare riforme istituzionali: è un banco di prova per tutti, ma le scelte più efficaci devono venire da parte del governo».

Per Gianfranco Francese, segretario provinciale della Cgil, «le cose dette da Squinzi sono ampiamente condivisibili, a cominciare dal bisogno di un ricambio nelle politiche economiche del governo e dall’attenzione maggiore da garantire alla ricerca. Auspichiamo un passo diverso da chi lo ha preceduto rispetto alla valorizzazione dei lavoratori, limitando al massimo i rischi di rottura». Renzo Rossi, segretario provinciale della Uil: «Un problema vero è rappresentato dalla pubblica amministrazione: occorre intervenire per evitare sprechi, accorpando istituzioni come le Province. Serve un alleggerimento della tassazione su lavoratori e pensionati, per agevolare la ripresa dei consumi».

Il settore dell’edilizia è stato il più nominato, sia per il momento difficile che attraversa, sia per il ruolo che può ricoprire per la ripresa. Il costruttore Massimo Rota dice: «Mi sono piaciute le parole di Squinzi. L’aspetto essenziale è riuscire ad agganciare tra loro tutti i soggetti che devono essere protagonisti. Nel nostro territorio ci sono grandi opportunità, ma gli appalti pubblici non sempre vengono fatti con procedure che premiamo le imprese sane. E’ necessario poi smontare il preconcetto del credito nei confronti delle imprese di costruzioni, aziende industriali vere e proprie, ma troppo spesso viste come soggetti che fanno speculazioni immobiliari». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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