Misericordia, protestano i lavoratori del servizio funebre
PISA. Non sono contenti i dipendenti del cimitero e del servizio funebre della Misericordia. Ce l’hanno soprattutto con i contratti di solidarietà, applicati dal primo luglio dopo l’accordo raggiunto...
PISA. Non sono contenti i dipendenti del cimitero e del servizio funebre della Misericordia. Ce l’hanno soprattutto con i contratti di solidarietà, applicati dal primo luglio dopo l’accordo raggiunto con i sindacati poco prima dello scadere del commissariamento.
«Di fatto - dicono alcuni dipendenti - sarebbero stati applicati solo a noi, perché gli altri, che pure hanno impegni diversi da noi, in qualche modo riescono ad avere l’orario di prima e comunque hanno flessibilità e un maggior numero di ore. Tutto questo quando nell’arciconfraternita si è sempre sostenuto che questi due reparti, cimitero e servizio funebre, sono quelli più remunerativi. In un periodo di crisi, in cui c’è bisogno che tutti torni a funzionare al più presto, si fa la scelta di limitare più di tutti proprio questi due settori. Siamo in nove e dobbiamo fare turni di quattro ore rispetto ai sei di prima. A volte restiamo in due in servizio, ma si sa che a volte ci sono pesi ingenti da sollevare e non è possibile farlo se siamo troppo pochi. Chiediamo scusa ai cittadini, perché di certo si verificheranno dei disservizi, soprattutto nella manutezione del cimitero. Con loro ci scusiamo, ma al nuovo magistrato chiediamo maggiore attenzione e soprattutto di tenere in considerazione che noi siamo il fulcro di questa confraternita ed è importante per questo tenere in massima considerazione il nostro lavoro e il nostro impegno, soprattutto in un momento difficile come questo che bisogna assolutamente superare».
E non è tutto. Il personale protesta anche per uno stipendio che dalla crisi conclamata in poi arriva a singhiozzo. «Dopo abbiamo ancora riscuotere - concludono - la seconda tranche del mese di maggio».
Ancora problemi dunque all’interno della associazione di volontariato che dall’autunno, a causa di debiti milion ari accumulati soprattutto dalla gestione della nuova sede in poi, lotta per non soccombere. La patata bollente di fatto in questo momento è in mano al nuovo cda, da poco inserito, per quanto c’è ancora chi ne contesti l’effettiva legittimità in termini numerici.
(c.v.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
