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Il rettore vede il bicchiere mezzo pieno

Il rettore vede il bicchiere mezzo pieno

La classifica del ministero vede Pisa solo al 25° posto. «Ma per i fondi alla ricerca siamo premiati»

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PISA. L’Ateneo di Pisa per il 2012 riceverà dal Miur (ministero dell’Università) 204.908.331 euro, che sono un po’ meno di quelli promessi e un po’ più di quanto si temeva che arrivassero dopo i vari tagli al fondo di finanziamento ordinario (Ffo).

In questa parziale buona notizia ci sono risvolti negativi: il più immediato è fra le righe, quando si nota che del totale solo 28.590.239 euro sono la quota di fondo “premiale”. L’altra è in prospettiva: per legge la contribuzione chiesta agli studenti sotto forma di tasse universitarie non può superare il 20% del Ffo e gli stipendi del personale complessivo (docenti compresi) non può superare il 90% del Ffo. Questo significa che sono già fissati i tetti al gettito complessivo delle tasse e al numero di nuove assunzioni che l’Università potrà fare nell’anno in corso: in pratica, si rischia di sforare entrambi per il solo fatto che le previsioni di introiti e di spesa erano state calcolate sulla cifra ufficiale del Ffo che poi, come detto, è risultata inferiore. Tornando al fondo premiale, la media nazionale è del 13% mentre Pisa si è assicurata il 13,95 di incentivi rispetto al totale: questo dato consente al rettore Massimo Augello di commentare che «siamo un punto percentuale sopra». Ma il “magnifico” non nasconde il confronto con i migliori: il Politecnico di Torino sfiora il 21 per cento. Pertanto il rettore aggiunge che «i numeri danno indicazioni sui settori dove occorre migliorare». Però Pisa 25ª per fondi premiali può trovare un piccolo motivo di consolazione: i 910 milioni di incentivi messi a disposizione tra 54 atenei italiani, sono ripartiti in tre sotto classifiche. Infatti, il 17% va in base alla domanda didattica, un altro 17% ai risultati della didattica e, infine, il 66% è distribuito a chi è più bravo nella ricerca. Ebbene, 21.349.490 euro sugli oltre 28 milioni di premi (il 74,67% che è molto di più del 66) sono dovuti alla ricerca: ciò significa che almeno su quel versante l’istituzione accademica è molto capace. Augello lo rimarca: «I dati trasmessi dal Miur sul Ffo del 2012 confermano la solidità dell’Università di Pisa nel settore della ricerca, come attestano i diversi ranking dei migliori atenei mondiali elaborati a livello internazionale». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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