Attenzione
Cani in spiaggia, ecco dove portarli
Multe da 200 euro a chi non rispetta la norma. E sanzioni anche a chi pesca nell’orario di balneazione e gioca fra i bagnanti
TIRRENIA. Andare al mare, ma sapendo bene cosa si può fare e cosa non si può fare. Perché potrebbe scattare una multa di 200 euro. I divieti sono diversi: dal giocare a pallone o con le racchette fra la gente, dal pescare le arselle la domenica o con la canna in orario di balneazione. E poi ci sono i divieti che riguardano i cani. Tra il litorale pisano e quello vecchianese, c’è molta differenza.
Spiaggia per cani a Calambrone. Nacque nel 2006 a titolo sperimentale ed è l’unico luogo dove si può andare al mare col proprio cane. A Calambrone, il Comune ha attrezzato una spiaggia segnalata sulla strada e con il regolamento da rispettare all’ingresso. La spiaggia per cani è delimitata da una staccionata e c’è una doccia esclusiva per i cani (c’è un serbatoio e l’acqua scende a cascata). L'erogatore di palette per raccogliere le deiezioni, dopo numerosi atti vandalici, è stato tolto. Tuttavia, resta l’obbligo al proprietario del cane di pulire.
Cani vietati nei bagni di Tirrenia e Marina. Il proprietario di un cane può portare l’animale in uno stabilimento soltanto se c’è una struttura apposita o se il concessionario non ha inviato una comunicazione scritta al sindaco che vieta l’accesso in spiaggia e al ristorante. «Non mi risulta che ci siano stabilimenti a Tirrenia e Marina con un’area attrezzata per accogliere i cani», dice Enrico Fontani, rappresentante Ascom dei gestori dei bagni del litorale pisano. Così come la maggior parte dei gestori non accoglie in spiaggia gli animali. E se una persona si presentasse all’ingresso di un bagno col suo cane dicendo di volere fare una passeggiata sulla battigia? Se la persona è libera di entrare, non è così per il cane.
L’unico modo per farsi una passeggiata sulla battigia col cane (tenuto a guinzaglio) è quello di entrare da una spiaggia libera (dove non c’è il divieto). Infatti, si può andare col cane in una spiaggia libera, ma sempre rispettando sicurezza e igiene.
Marina di Vecchiano apre ai cani. Il sindaco Giancarlo Lunardi con un’ordinanza si è adeguato alla legge regionale. Su quattro chilometri di arenile, ci sono tre spiagge attrezzate e solo una di queste ha comunicato al sindaco il divieto di entrare con i cani. Pertanto, chi ha un cane se lo può portare fin sotto l’ombrellone accanto alla sdraio o al lettino. «Ma sempre rispettando la normativa - dice il sindaco Lunardi -, tenendolo al guinzaglio, con la museruola se è un cane mordace e ripulendo l’arenile in caso di deiezioni. Comunque, il cane può essere portato anche dove c’è la spiaggia libera. Su quattro chilometri, tre sono aperti all’accesso dei cani. L’ordinanza è entrata in vigore quest’anno ed ho già ricevuto numerose mail di ringraziamento da privati e associazioni animaliste».
Calcio e beach-volley in spiaggia.
Non esiste uno specifico divieto, ma la normativa dice genericamente che non si può disturbare la quiete pubblica. Ecco il motivo per cui intorno alla rete di beach-volley, nelle spiagge si vede una rete che impedisce al pallone di colpire la gente intorno. E chi gioca con le racchette o tira calci al pallone sulla battigia (come capita) rischia 200 euro di multa.
Gavettoni. Anche il lancio di gavettoni rientra nel disturbo della quiete pubblica ed è pertanto sanzionabile. Possono fare le multe (sempre 200 euro) sia i vigili urbani che i guardiacoste. Naturalmente, un giorno speciale è quello di Ferragosto dove sul litorale pisano vige la tradizione del gavettone, ora limitato soprattutto a un gioco fra i più giovani.
La pesca delle arselle. Chi col rastrello setaccia la rena in cerca delle arselle non può farlo nei giorni festivi e nei giorni feriali può pescare soltanto fuori dall’orario di balneazione (8,30-19,30). Potrebbe pescare nell’arco di queste ore, solo nel caso in cui non ci sono bagnanti. Infine, non può pescare più di cinque chili di arselle.
La pesca con la canna. Se è vietato pescare arselle tra chi fa il bagno, lo è a maggior ragione lanciare l’amo di una canna da pesca. Quindi, in orario di balneazione questa pesca è vietata. Tuttavia, se a Calabrone e Tirrenia questo divieto è chiaro e facile da fare rispettare, non è così a Marina con le numerose dighe frangiflutti che ci sono.
Chi pesca con la punta della canna rivolta fra l’arenile e la barriera di scogli (cioè in quel tratto di mare frequentato da bagnanti) resta il divieto nelle ore di balneazione. Se invece (come si può vedere spesso) i pescatori sfruttano gli scogli per lanciare l’amo in mare aperto, allora non c’è alcun divieto anche se resta il limite del pescato: non più di cinque chili.
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