Il Tirreno

Pisa

«I tiri di rimbalzo sono una minaccia» Poligono nel mirino

di Candida Virgone
«I tiri di rimbalzo sono una minaccia» Poligono nel mirino

I sindacati di polizia denunciano sei episodi di pericolo con proiettili che rimbalzano fuori durante le esercitazioni

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PISA. Per i sindacati di polizia quel che accade al poligono ormai da quasi due anni è fortemente pericoloso, non solo per chi lì dentro si esercita, ma anche per chi da lì vicino passa, perché i proiettili di rimbalzo uscirebbero pure dalle mura perimetrali, rischiando di prendere chi è nel parcheggio o nei campi vicini. Per molti i proiettili di rimbalzo non hanno particolare potenza, sono come pietre in caduta, e non potrebbero nuocere. Non ne è convinto il Silp Cgil, il sindacato che ha denunciato la questione e soprattutto l’ultimo incidente, in cui venerdì scorso è stato colpito al fianco da un proiettile che ha scavalcato un muro di cinta un ufficiale dei carabinieri di Livorno.

È chiaro che non si tratta di un proiettile sparato da un’arma e che non può uccidere - sottolinea il segretario provinciale del Silp Cgil, Claudio Meoli - ma può comunque far male, finire in testa, al volto, su un occhio: ha la stessa potenza di una pietra e non mi sembra che si possa star tranquilli in un punto in cui volano pietre.... Nel penultimo incidente, quello avvenuto un mese fa durante le esercitazioni dei vigili urbani, alcuni poliziotti che si trovavano nel quadrato accanto al loro si sono passare queste schegge a un passo dal viso. Se uno di loro fosse stato colto in un occhio o alla tempia come sarebbe finita? E se uno di questi durante il rimbalzo tornasse indietro che potrebbe succedere? Non si può sostenere che solo perché non hanno la stessa efficacia del colpo sparato non possono essere dannosi. E vogliamo parlare di quelli che addirittura escono dalle mura perimetrali e vano nel parcheggio o nei campi vicini? Se colpissero un bimbo? Non si può pensare che sia una situazione di sicurezza, è una situazione che ha bisogno assolutamente di una soluzione tempestiva».

Sotto accusa il poligono di tiro di viale delle Cascine, struttura legata all’Associazione nazionale tiro a segno che ospita tutte le esercitazioni militari della zona e, insieme ai cittadini che detengono armi, tutti i corpi, polizia, carabinieri, finanza, vigili urbani. Impossibile ieri ricevere un chiarimento dalla struttura, perché la denuncia ufficiale del sindacato è giunta nel giorno di chiusura del poligono.

Di fatto Meoli ha scritto venerdì scorso una lettera al questore e per conoscenza al ministero dell’interno e al servizio tecnico e patrimoniale di Firenze. Un testo più o meno analogo a quello che era partito il 30 maggio scorso in occasione del penultimo incidente. In cui si chiede una verifica della idoneità della struttura pisana alle esercitazioni delle armi in dotazione alle forze dell’ordine. Nella prima lettera Meoli rappresentava la pericolosità anche per chi si trovasse all’esterno della struttura e chiedeva una nuova sospensione della convenzione e l’individuazione di un sito più idoneo. Nella seconda annuncia che se dovessero verificarsi altri episodi con danni personali, il sindacato si costituirà parte civile in eventuali contenziosi.

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