Il Tirreno

Pisa

La raccolta differenziata manca proprio nel parco

di Carlo Venturini

Non ci sono le campane nella perla toscana della difesa ambientale I rifiuti delle migliaia di visitatori finiscono nei cassonetti e poi in discarica

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PISA. Nella tenuta di San Rossore, cuore del parco naturale, la raccolta differenziata è sconosciuta. Sembrerà strano e bizzarro ma quel fiore all’occhiello della difesa naturalistica del nostro territorio e dell’intera Regione che è San Rossore ha decine e decine di cassoni per la raccolta indifferenziata, mentre all’appello mancano le classiche campane celesti per il vetro e la plastica ed i bidoni marroni per la carta. In poche parole, latitano le isole ecologiche. La differenziata non si fa, almeno nella parte pisana del parco. L’assurdità è che queste isole ecologiche proliferano lungo viale delle Cascine, che porta alla tenuta. Ma dalla sbarra di ingresso del nostro polmone verde, non ce ne sono più. Ecco che nelle zone più densamente frequentate dai camperisti, da chi fa i pic-nic e dagli scommettitori o appassionati di cavalli, la spazzatura finisce nel classico cassone dell’indifferenziata. Nei giorni della tris, l’ippodromo ha centinaia e centinaia di persone che non possono far altro che gettare i rifiuti nei quattro bidoni dell’indifferenziata. L’ippodromo inoltre ha al suo interno due o tre bar. Chi compra lì lattine e bibite in bottiglia, dove le butterà? Le persone che, il sabato e la domenica, si dedicano ai barbecue o ai pic nic sul vialone che porta alla villa presidenziale hanno 7 bidoni dell’indifferenziata. E quindi, plastica e lattine vanno in discarica. Lo stradone enorme che porta ad un altro luogo cult di pranzi all’aperto, e cioè la zona della Sterpaia, ha solo due bidoni dell’indifferenziata. Pochissimi dunque.

La tenuta di San Rossore svolge un’opera encomiabile sul fronte dell’educazione e sensibilizzazione dei giovani e giovanissimi alle tematiche ambientali. Il Parco Kigliarino-San Rossore-Massaciuccoli oltretutto, per salvaguardare flora e fauna, impedisce anche alle persone a piedi di avvicinarsi in alcune zone. Tutto perfetto e tutto a favore dell’ecologia. Ma sul fronte della raccolta differenziata, qualcosa all’ente è decisamente sfuggita. «Verificheremo, ci informeremo e già domani ci attiveremo con Geofor»: dicono dall’Ente Parco. Per dirla tutta, da un nostro lungo sopralluogo, ciò che è emerso è che c’è una sola campana celeste per la raccolta della plastica nella zona del ristorante “Da Poldino”. Una “campana”, questa, senza adesivi che indichino che cosa ci si debba mettere e quindi, di fatto inutile. «La mappatura del posizionamento delle isole ecologiche più idonea ad intercettare i rifiuti, non è di nostra stretta spettanza bensì la deve fare Geofor»: riferiscono dall’Ente. Di diverso avviso è Paolo Marconcini, presidente di Geofor: «Ci deve dire il Parco se vuole o non vuole fare la differenziata, poi noi facciamo la mappatura». La posizione del Comune è ancora più netta: «Nel Parco non abbiamo giurisdizione». Il problema non è che le isole ecologiche siano messe in posizioni sbagliate: è che proprio non ci sono. «Ci attiveremo subito anche noi – dicono da Geofor – per vedere se per caso queste isole ecologiche siano collocate in zone sbagliate, ma può essere che non sia prevista la raccolta differenziata per motivi di budget». Raccogliere la spazzatura con un unico camion costa meno che mandare diversi mezzi per diversificare tipologie di rifiuto. «Potremmo fare una raccolta differenziata di minima e cioè stradale con isole ecologiche – dice Marconcini – ed i costi non dovrebbero essere esorbitanti visto che la tenuta non è in zona inaccessibile». Oltretutto, l’afflusso di persone è limitato ai weekend.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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