Il Tirreno

Pisa

In trappola la banda di romeni che rubava slot machine e rame

di Candida Virgone
In trappola la banda di romeni che rubava slot machine e rame

Sei arrestati ieri mattina, due sono ricercati: con la tattica della “spaccata” riuscivano a svaligiare bar e locali in 17 secondi. Traditi dall’impronta digitale lasciata sul cellulare perso durante un colpo

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PISA. Diciassette secondi in tutto per mettere in atto la «spaccata» e svaligiare l’obiettivo, generalmente bar o locali con slot machine. Imprese immortalate dalle telecamere, in cui i componenti di una banda di romeni, alcuni dei quali hanno spaziato dai campi rom di San Giuliano a quello delle Bocchette, apparivano con volti travisati e guanti in lattice. Ma il diavolo ci mette sempre lo zampino e, durante uno dei tanti colpi avvenuti a Pisa, uno di loro ha perso il cellulare e sulla batteria del telefono c’erano le sue impronte, ampiamente già note ai carabinieri che poi li hanno acciuffati. Questo è stato il tassello del puzzle che si è composto a poco a poco sotto gli occhi degli inquirenti e che ha smantellato una banda specializzata in furti di slot machine, gasolio, rame, e attrezzature cantieristiche, una sorta di clan definito dagli investigatori di «colletti bianchi», proprio perché poi reimpiegava i capitali acquisiti con i furti in altre attività criminali, in particolare nell’acquisto e spaccio di droga e nello sfruttamento della prostituzione, per lo più in Campania. Delle «Primule rosse», che con la rapidità del fulmine si spostavano da questa ad altre zone, in particolare a Cremona, Pavia e in Campania, subito dopo i colpi, proprio per confondere le acque. Sei sono stati catturati ieri mattina, cinque a Pisa e uno a Cremona, per altri due, fuggiti in Romania, è in atto una rogatoria internazionale. A capo di tutti Eugen Nicolin, 37 anni, detto Pinocchio per il suo lungo naso, e Florin Zarafu, 32 anni. Con loro sono finiti in manette Gheorghe Dumitrescu, 32 anni Cosmin Chitu, 21 anni, Marian Alin Tanciu, 19 anni, e infine Claudiu Sorin Constantin, 24 anni, preso a Pavia. Due di loro, seguiti da staffette dei carabinieri, stavano rientrando dal Nord e sono stati bloccati al casello di Pisa Nord: dall’alto li controllava un elicottero, con i militari pronti a bloccare fughe improvvise. L’accusa per tutti è di furto aggravato continuato in concorso. Tredici le razzie a loro attribuite finora, anche se si pensa abbiano colpito più di una ventina di volte da novembre a poche settimane fa: sette furti sono avvenuti fra Pisa e provincia, tre a Lucca, uno a Livorno e uno a Firenze. Erano capaci di portare a termine anche tre colpi per notte, incassando sui 4-5mila euro a furto. Con camion rubati, cassonetti, pezzi di cemento spaccavamo le vetrine dei locali e in pochi secondi razziavano tutto, in particolare slot machine. Erano specializzati anche in furti di rame, nei cantieri e di gasolio: in gasolio hanno perfino pagato un carrozziere, ora indagato per ricettazione.

I risultati dell’iniziativa, condotta dal nucleo operativo della compagnia dei carabinieri, sono stati presentati ieri mattina in caserma dal comandante, colonnello Gioacchino di Meglio, con il colonnello Gianni Fedeli e il tenente Marcello Savastano. Ha diretto le indagini il pm Giovanni Porpora.

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