La manifestazione
Come può la Cisl licenziare due suoi dipendenti?
La. vertenza di Camp Darby è motivo di molte preoccupazioni per la Cisl pisana. Assistenza nell’impugnazione dei procedimenti di licenziamento, denuncia del datore di lavoro per comportamento...
La. vertenza di Camp Darby è motivo di molte preoccupazioni per la Cisl pisana. Assistenza nell’impugnazione dei procedimenti di licenziamento, denuncia del datore di lavoro per comportamento antisindacale sono azioni sacrosante da mettere in campo in presenza di diritti violati. Un sindacato lo dovrebbe fare sempre, è con queste iniziative che si misura anche una credibilità di ruolo! Ebbene, queste ultime vicende mi hanno riportato alla mente un articolo comparso qualche tempo fa sulla stampa locale, il cui titolo era “La Cisl Licenzia due dipendenti”. Da sindacalista che ha vissuto il proprio ruolo come una missione diretta a tutelare i più deboli - i lavoratori - mi chiedo come sia potuto accadere che nella nostra organizzazione sindacale possa coesistere chi licenzia i dipendenti del nostro sindacato e chi tutela i diritti dei lavoratori licenziati a Camp Darby. Noi che siamo contrattualisti per eccellenza, come mai non abbiamo saputo governare questi conflitti interni con la stessa enfasi con cui si tutelano giustamente i lavoratori di Camp Darby? Siamo dunque diventati un qualsiasi datore di lavoro che deve delegare al giudice la soluzione delle controversie con uomini e dipendenti del sindacato! La Cisl che io ricordo andava in tribunale per tutelare la dignità dei lavoratori, non veniva convocata per difendersi in quanto chiamata in causa come un qualunque datore di lavoro! Spero che qualcuno dei nostri sindacalisti, soprattutto quelli con qualche capello bianco in più, si siano chiesti, come per Camp Darby, quali ripercussioni personali e familiari questi licenziamenti hanno provocato nella vita di due lavoratori. Sono disposti a sostenere questo peso “morale”? E poi, si sono chiesti quali conseguenze da ciò derivano per la credibilità dell’intera organizzazione sindacale, non solo a livello locale? Non ci si può nascondere dietro questioni di forma, conoscendo la realtà. Da “vecchio sindacalista” mi aspetterei una coerenza comportamentale dei dirigenti sindacali coinvolti, per un’etica di responsabilità e per evitare maggior danno all’organizzazione. Ritengo questo un dovere nei confronti dei tanti, lavoratrici e lavoratori, che aderiscono e credono nel sindacato, ma anche come vera partecipazione solidale con le tante persone e le loro famiglie che oggi vivono drammaticamente la questione lavoro e l’attacco ai loro diritti. A loro va il mio pensiero e il mio sostegno perché, come sempre, sono dalla loro parte.
Roberto Biasci
già segretario generale di Filca Cisl di Pisa/Livorno
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