Il Tirreno

Pisa

Siamo il Paese del vento perso

Settimana di coinvolgimenti, fusioni, nuovi arrivi, vecchi metodi, di caldo e vento. Ikea che si rivolge ai produttori locali per coinvolgerli è una buona notizia per molti motivi. Risarcisce il...

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Settimana di coinvolgimenti, fusioni, nuovi arrivi, vecchi metodi, di caldo e vento.

Ikea che si rivolge ai produttori locali per coinvolgerli è una buona notizia per molti motivi. Risarcisce il comparto dall’inevitabile contraccolpo, dà possibilità a chi vuole di misurarsi con una riconversione che era comunque necessaria. Favorisce la ricerca e gli accordi di collaborazione per far fronte ai volumi di ordini. Stimola il rinnovamento di un settore che dopo i fasti di 40 anni fa era rimasto al palo. Anche la logistica risparmierebbe oneri economici e ambientali per tutti. Insomma, Ikea a chilometri zero ci sembrerebbe molto meglio.

L’ipotesi di accorpamento delle provincie ci fa diventare sinceri. Dovendo scegliere di fondersi i pisani non hanno dubbi, tra fiorentini e livornesi sceglierebbero questi ultimi, in barba alla presunta rivalità che appartiene più alla leggenda che alle persone. Anche qui sarebbe interessante capire quanti vantaggi reciproci potrebbero attivarsi.

Il movimento di Luca di Montezemolo, Italia Futura, sbarca a Pisa raccontandoci che c’è la crisi dei partiti (toh), e che i cittadini guardano con favore alle liste civiche (toh) e con un parterre pieno di politici ed ex politici spiega che loro sono lì per rispondere a questo desiderio diffuso. Mah.

Nel frattempo nel Pd pisano si fa sempre più diffusa la richiesta di primarie per il candidato a sindaco e per i parlamentari. Sarà difficile eludere una richiesta che oramai vede schierate anche persone insospettabili e che dal 2005 (l’anno delle prime primarie) a Pisa non si è mai usato per scegliere chi poi è andato a ricoprire quelle cariche. E c’è di peggio. Circola infatti voce che per evitare che il principe delle primarie, Matteo Renzi, facesse il pieno di presenze all’incontro con gli amministratori di sabato scorso a Firenze, sono partite, dal livello regionale, raffiche di telefonate ad assessori e sindaci del circondario. Se fosse, peraltro, con scarso esito. Ma io credo che non sia vero. Una cosa così è roba d’altri tempi e da vecchissima politica e quella, oramai, non la vuole più nessuno, no?

Poi fa caldo da morire e, purtroppo, a Tirrenia succede che venga dimostrato. La frase della settimana è di Ermete Realacci che, intervenendo al meeting di Italia Futura, cita Seneca: «Non esistono venti favorevoli per il marinaio che non sa dove andare». Onorevole, in Italia non ci sono marinai che sanno dove andare e lei non ha idea di quanto vento stiamo sperperando.

Alla prossima.

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