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Randagi in aumento Gli animalisti: crollo delle sterilizzazioni
Intanto il canile di Ospedaletto vive una fase d’incertezza Si attende il rinnovo della convenzione per la gestione
PISA. Sono sempre di più i cani e i gatti randagi che si incontrano camminando per la città. «Rispetto agli ultimi anni - conferma Filomena Martino, responsabile dell'associazione Uomo Natura Animali (Una) - il randagismo sul territorio pisano è aumentato quasi del 30%. Inoltre, se oggi si trova un gattino ferito per strada non si sa a chi rivolgersi».
Almeno due fattori contribuiscono a determinare questa situazione: il forte calo delle sterilizzazioni e la mancata trasformazione del canile di Ospedaletto in rifugio. Terzo punto: dei cosiddetti animali d'affezione si occupano molti soggetti (chi gestisce le colonie feline, le associazioni, i Comuni, le Usl) e non è sempre facile coordinare le azioni di tutti. La sterilizzazione di cani e gatti randagi è obbligatoria e gratuita, come stabilito da una legge regionale. Eppure la riduzione degli interventi è un dato unanimemente lamentato dagli animalisti e non solo: «Ho sterilizzato 200 gatti a mie spese», dice Fiorella Degli Albizi dell'associazione Gatti Mammoni. Nemmeno alla Usl sono contentissimi di come stanno andando le cose. Le attrezzature comprate apposta per le sterilizzazioni restano decisamente sottoutilizzate: «Quest'anno abbiamo effettuato interventi su appena 8 cagne e 29 gatte contro le 140 totali dell'anno scorso - spiega il dottor Marco Del Torto -. Se continua così, sarà difficile farmi finanziare di nuovo a fine anno. Chiaro che oggi nelle pubbliche amministrazioni si raschia il barile su tutto, ma proprio per questo serve una maggiore organizzazione tra chi si occupa di randagismo».
Insomma, perché si sterilizzano meno randagi? Perché c'è stato un calo anche delle richieste di intervento? «Siamo diventati rigorosi - spiega Antonio Sbrana, nuovo responsabile dell'Ufficio affari animali del Comune -. Abbiamo sviluppato un metodo di prenotazione per evitare che, come in passato, avvengano sterilizzazioni di animali non randagi».
Diversa, ma ugualmente difficile, è la situazione del canile comunale di Ospedaletto. I lavori di ampliamento sono stati completati già dall'anno scorso (per una spesa complessiva di oltre 63mila euro).
Ma al momento, la struttura non viene utilizzata come canile sanitario-rifugio. Risultato: i cani possono essere ospitati lì per un massimo di 60 giorni. Poi vanno in adozione o chissà dove.
«Siamo in attesa del rinnovo della convenzione per la gestione del canile - dice ancora Sbrana -. Bisogna stabilire chi diventerà il titolare della struttura, se resterà in gestione alla Società della Salute o se arriveranno nuovi soggetti. Non è una decisione tecnica, ma politica, che spetta non solo al Comune di Pisa ma anche agli altri otto Comuni consorziati».
Un altro sos lo lancia ancora Filomena Martino di Una: «Stiamo soffrendo una carenza istituzionale. Un esempio viene da una colonia di gatti sull'autostrada, all'altezza di Castagnolo-Est: ottanta felini vivono tra i cespugli a ridosso della carreggiata. Il rischio è elevato anche per gli automobilisti: spesso si incrociano animali che attraversano la carreggiata».
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