Il Tirreno

Pisa

il caso

Ippoasi, ora si tratta sullo sfratto

di Raffaella Ioannone
Ippoasi, ora si tratta sullo sfratto

Ma nessuno vuole gli animali domestici della fattoria

2 MINUTI DI LETTURA





MARINA. Un impegno per avere la proroga dello sfratto è quello che la Fattoria Ippoasi ha ottenuto dall’incontro di martedì scorso in Comune. A prendersi l’onere di intercedere con la proprietà dell’area occupata dall’associazione di recupero di animali, per cui scade la concessione in comodato gratuito del terreno, è Luigi Branchitta, presidente della terza commissione consiliare che, ascoltate le parti interessate, ha ritenuto di intervenire per tentare allungare un po’ i tempi di una trattativa finora senza soluzione. Trovare un nuovo sito, adatto a ospitare le decine di animali domestici di Ippoasi, sembra infatti un’impresa ardua. Il Comune, per voce dell’assessore all’ambiente Federico Eligi, non ha competenze al riguardo e, pur riconoscendo il valore sociale dell’attività svolta dalla Fattoria, rimanda a Regione e Parco la ricerca e l’assegnazione di un terreno. Anche la Regione avalla il progetto Ippoasi, ma demanda agli organi locali la decisione. Il Parco naturale di Migliarino-San Rossore e Massaciuccoli dice di non avere terreni idonei da mettere a disposizione degli animali sfrattati che, in ogni caso, non rientrano nella categoria di fauna selvatica protetta dallo statuto dell’ente.

Non sembrano convinti da queste motivazioni, però, gli operatori di Ippoasi. «Il Parco, trovandosi in una zona fortemente antropizzata, costituisce un esempio sui generis di riserva naturale, che comprende al suo interno maneggi, ippodromo e addirittura allevamenti di animali da macello, attività svolte sulla base di deroghe regionali come potrebbe essere la nostra», dice Egon Botteghi, presidente di Ippoasi. «Probabilmente non esiste la volontà politica di risolvere il nostro problema, visto che assistiamo da tempo a uno scaricabarile che finora non ha portato a niente».

A parte la proroga dello sfratto, che darebbe nell’immediato un po’ di respiro all’associazione, per risolvere in vi definitiva il problema ci vorrà quasi sicuramente l’intervento dei privati.

«Il direttore del Parco ci ha messi in contatto con alcuni proprietari di terreni interni alla riserva, ma finora l’esito è stato negativo», prosegue Botteghi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web