Proteste
Superlavoro per il cuore con afa e umidità
Le persone deboli percepiscono le temperature ancora più alte di quello che sono in realtà
PISA. Caldo, afa, mancanza di vento, elevata umidità, sono parametri ambientali che insieme costituiscono, ancor più in questi giorni, un elemento di forte rischio per la funzionalità della circolazione sanguigna e per il cuore ed il cervello, in particolare. La temperatura viene cioè percepita dal soggetto come molto più alta di quanto non segnali in effetti il termometro. Si va quindi incontro progressivamente ad un critico processo di emoconcentrazione, favorito dalla perdita di liquidi e sali attraverso il sudore e dunque verso un’alterazione del normale flusso di sangue.
Il cuore, che appunto svolge l’importante funzione di pompa, reagisce aumentando con rapidità il ritmo dei propri battiti, tendendo però a sfiancarsi, mentre anche il cervello riceve meno quantità di sangue. Si tratta in sostanza d’un evento che può succedere a chiunque, comunque non va dimenticato come ogni caso faccia sempre a sé. Certo, l’età può giocare una variabile non secondaria nel contesto generale della situazione. Sul piano clinico poi, i disturbi possono manifestarsi in vari tempi e misure, fino ad un mutamento dello stato di coscienza, con tutto ciò che in negativo può derivarne in base alle situazioni logistiche in cui si trovi la persona coinvolta, in quel momento.
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