Italia
L’anno zero dopo la crisi per il Cep e Barbaricina
Con pochi combattenti rimasti, senza una sede idonea per gli allenamenti Ma il capitano non si arrende: «Questa edizione sarà il nostro punto di partenza»
PISA. Per i Satiri il 2012 è l’anno zero. La magistratura di Cep e Barbaricina ha voluto voltare pagine per ricostruire un gruppo in grado di rinverdire i fasti di qualche tempo fa. Purtroppo le difficoltà non sono mancate. Alla fine sono rimasti davvero in pochi a mandare avanti la magistratura, a cominciare dal capitano Arturo Lagomarsini. «Un anno difficile in cui, alla fine, ci siamo trovati da soli senza l’aiuto di nessuno. Ci siamo rimboccati le maniche io, il magistrato Francesco Ciacchini, Paolo Nerelli, proprio per l’amore verso il Gioco del ponte. Almeno da questo punto di vista abbiamo costituito un bel gruppo di lavoro che, ci auguriamo, sia messo nelle condizioni di lavorare in prospettiva».
A cominciare da una sede per gli allenamenti. «Questo è un altro tasto dolente - spiega il capitano - C’erano state delle promesse che alla fine non si sono concretizzate. Siamo quindi rimasti senza una sede idonea per gli allenamenti. Siamo stati fortunati ad aver avuto la squadra nella squadra del San Michele un punto di riferimento, altrimenti la situazione sarebbe ancora peggiore. Spero proprio che per il prossimo anno i Satiri possano disporre di una struttura, magari nel nostro quartiere».
In queste condizioni la sfida di domani si presenta in salita. Ancora il capitano Lagomarsini: «Ho ereditato i Satiri nella scorsa edizione - racconta – e comunque abbiamo fatto un combattimento di livello. Purtroppo lo zoccolo duro dei combattenti storici ha lasciato il gruppo e se avessimo avuto ancora quella ossatura probabilmente sarebbe stato tutto meno difficile. Il problema non è stato uno solo, ma una concomitanza di circostanze negative che hanno portato all'emorragia di combattenti. Primo tra tutti, il problema della mancata crescita della magistratura e, ripeto, la mancanza di una sede. I ragazzi che sono rimasti con me dall’inizio – dice ancora – meritano comunque un riconoscimento per aver lavorato in condizioni impossibili. Per questo prima di salire al carrello vorrò pubblicamente premiarli per il loro attaccamento e il loro impegno».
Quindi l’edizione 2012 come punto di partenza? Lagomarsini è comunque ottimista: «Questo potrebbe essere l'anno zero per i Satiri, un punto di partenza verso l'alto. Adesso dobbiamo far crescere il gruppo. Io la mia esperienza l'ho fatta sia come combattente che come capitano e sono fiero di far parte di questo team. Nel 1993 mi avvicinai al Gioco quasi per scherzo, poi iniziai a far palestra con gli uomini del San Michele, il quartiere dove ho passato l'infanzia e del quale ho i migliori ricordi. Poi, quando arrivammo al momento degli scontri - conclude, l'allora capitano giallonero mi schierò con i Satiri, probabilmente era destino».
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