Il Tirreno

Pisa

Artigianato, 67 imprese in meno nel 2011

Artigianato, 67 imprese in meno nel 2011

Dati contraddittori in edilizia, dove crolla letteralmente il fatturato ma si registra l’apertura di 42 nuove attività

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PISA. Il rapporto su artigianato e piccola impresa, presentato ieri dall’ufficio Studi e statistica della Camera di Commercio di Pisa, presenta un calo del fatturato nel 2011 rispetto all’anno precedente, ma in linea con l’andamento dell’economia in tutta la regione: le imprese artigiane della provincia segnalano una diminuzione media del 9,1% e le micro imprese non artigiane perdono il 7,1. I dati relativi alla Toscana sono, rispettivamente, -10,2% e meno 6,3. Se si vanno a scorporare i numeri per settori produttivi, la performance peggiore in termini di fatturato (-13,2%) è a carico dell’edilizia, in crisi profonda. Non positiva neppure la situazione del manifatturiero (-6,9%), così come quella dei servizi (-6,0%). La stessa disaggregazione dei dati, svolta tra le piccole imprese non iscritte all’albo artigiano, porta risultati leggermente migliori, ma pur sempre negativi: nel manifatturiero (-2,5%), nei servizi (-6,9%) e nell’edilizia -14,7%. Il rapporto della Camera di Commercio analizza anche le ripercussioni di queste riduzioni sul numero di addetti: in calo del 2,0% tra le micro imprese non artigiane e dello 0,7% tra le artigiane. Questa dinamica nasconde però un’evoluzione ancora più preoccupante: il numero dei dipendenti a tempo pieno si contrae in maniera più consistente rispetto agli autonomi. Ed è ovvio che in un contesto di sfiducia, pochissimi pensino a investire: la quota di imprese che nel 2011 dichiarano un aumento della spesa per investimenti rispetto all’anno precedente, sia tra le realtà artigiane che tra le piccole non artigiane, tocca il minimo storico dell’8,5%. Poco cambia quando si passa a guardare non più i soldi, ma il numero di aziende: infatti, anche la dinamica d’impresa offre segnali poco incoraggianti. Il numero di imprese artigiane registrate a fine 2011 risulta inferiore di 67 unità (-0,6%) rispetto all’anno precedente. Prendendo in considerazione i diversi settori è il manifatturiero, con un saldo negativo di 79 imprese registrate a determinare la contrazione del sistema artigiano. I servizi rimangono sostanzialmente stabili: l’aumento delle imprese operanti nei servizi alle imprese, nelle riparazioni e nell’informatica compensa il calo dei settori trasporti merci e magazzinaggio e servizi alla persona. Continua invece a crescere, sebbene ad un tasso di poco inferiore rispetto a quello del 2010, il numero di aziende afferenti all’edilizia (+42, +0,9%). Ed è un paradosso, vista la crisi del settore: sembra quasi che il mattone goda ancora di quel mito che lo descrive imprenditoria a rischio zero; ma le banche, che una volta accettavano esposizioni anche molto alte, ora erogano credito con molta oculatezza.

Gianluca Campanella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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