Il Tirreno

Pisa

La mia Pisa sempre più prigioniera del degrado

So. no rientrato a Pisa qualche anno fa dopo un lungo periodo all'estero. Ho ritrovato la città che adoro molto diversa da quella lasciata. Un degrado in crescendo che ha raggiunto adesso dei livelli...

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So. no rientrato a Pisa qualche anno fa dopo un lungo periodo all'estero. Ho ritrovato la città che adoro molto diversa da quella lasciata. Un degrado in crescendo che ha raggiunto adesso dei livelli inaccettabili che mi spingono a scrivere questi pensieri.

Il centro storico è in mano a spacciatori e bande che agiscono indisturbate: la sera nella zona di piazza delle Vettovaglie sembra di stare in una Casba. Per chi non conoscesse il significato di questa parola, ecco la definizione che si trova sul dizionario italiano: “casba o casbah: quartiere malfamato nella zona storica delle città arabe dell'Africa settentrionale”. Peccato che qui siamo in una ridente cittadina toscana con meno di 100mila abitanti.

La zona della stazione è uno spaccio a cielo aperto anche in pieno giorno. Gli stranieri in visita alla nostra gloriosa piazza dei Miracoli vengono assaliti da ambulanti, parcheggiatori abusivi e zingari che tentano di derubarli. Ho visto coi miei occhi turisti giapponesi che venivano raggirati e borseggiati. Ci sono case occupate dai rom, tipo la casa cantoniera sull'Aurelia prima del ponte sull'Arno, i quali si allacciano abusivamente alla corrente elettrica e all'acqua. Intanto i furti si stanno moltiplicando. E il Comune cosa fa? Chiude i lungarni fino alle tre di notte. Così adesso una ragazza che vive in centro non può neanche essere accompagnata a casa la notte. E non c'è da ridere con l'aria che tira. Poche settimane fa il centro città è stato parzialmente chiuso per organizzare la manifestazione Canapisa. Ammesso e non concesso che sia opportuna, ma era proprio necessario farla in città, con tanto di blocco del traffico? Non serve essere geni per rendersi conto che si creano non pochi disturbi ai residenti. La sensazione sgradevole è che si possa fare molto e non si faccia un bel niente. Non riesco a spiegare l'atteggiamento dell'amministrazione locale. Nessuna politica né di destra né di sinistra che non sia populista dovrebbe accettare un tale degrado.

E non mi vengano a raccontare che non riescono ad intervenire. Basta andare nelle vicine Lucca e Siena per capire che non è vero e che le cose possono funzionare. Non so immaginare quali siano le ragioni per tutto questo. Nascondersi dietro la parola “razzismo” e' pura demagogia. Ho vissuto in città che sono autentici melting-pots, dove miscugli di razze e religioni convivono in armonia. La mia esterofilia però non arriva ad accettare di essere ostaggio della microcriminalità organizzata.

Paolo Spagnolo

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di Redazione web