Toscana
Cari nonni, siete le colonne portanti della famiglia
Ecco cosa scrivono i bambini di Calci che a scuola hanno lavorato sul tema del rapporto tra generazioni
CALCI. L’anno scolastico è ormai finito. Prima del rien va plus nelle primarie di primo e secondo grado gli alunni hanno lavorato attorno a un tema che si richiama ai valori familiari con particolare considerazione ai nonni visti come punto di riferimento per più generazioni. È interessante capire lo stato d’animo dei nipoti. Spulciando qua e là negli elaborati si colgono pensieri e giudizi degni di essere conosciuti.
Samanta si scopre poetessa: «I nonni sono come il sole. La loro luce splende sulle parole, si illumina nei ricordi di mille sorrisi, riscalda la mente coi suoi paradisi. E quando tramonta il sole, finisce il giorno e il cuore duole».
Fa eco, ancora in rima, Mirko: «Cari nonni miei, se potessi molte cose vi direi. Siete le colonne portanti della famiglia che nessun problema vi acciglia. Trovate a tutto la soluzione. Avete sempre ragione».
Emma prova una struggente nostalgia per la nonna lontana che abita in Francia. Scrive: «Si chiama Jacqueline. Se tutto va bene, io, come tutta la mia famiglia, la vedo una volta l’anno o ogni due. È una nonna fantastica ed è sempre gentile. Anche se abita all’incirca a 1365 km da casa mia, le voglio un’infinità di bene».
Laura non ha dubbi: «I nonni sono le persone che esaudiscono ogni desiderio e sono anche le persone con le quali puoi confidare e puoi farti aiutare. Sono le persone che ti regalano un po’ di saggezza e un ricordo dell’onestà e della speranza».
Nina dice: «Ricordo ancora quando la nonna mi coccolava tra le sue tenere braccia. E quando il nonno mi insegnava a non aver paura del buio».
Alessio getta il ponte tra Italia e Albania: «Ai miei nonni tanto lontani mando il mio cuore stretto tra le mani. È tanto tempo che non ci vediamo ma tutto ancora noi ricordiamo: io i baci, gli abbracci e le carezze, voi i miei giochi liberi alle brezze. Ci divide la terra e tanto mare, speriamo sempre di tornare».
Samuele rilancia l’alleanza e la complicità: «Cari nonni, siete stupendi anche se noi nipoti siamo tremendi, ci difendete ben volentieri, se babbo e mamma sono troppo severi, qualunque cosa desideriamo senza fatica da voi l’otteniamo».
Irene è incalzante: «Dico grazie ai miei nonni che mi hanno visto nascere, loro che mi danno sempre fiducia e sanno accettare i mie sbagli, loro che aiutano a rialzarmi dopo una caduta e a riportare il sorriso sulla bocca».
Asia li descrive così: «Dolci come lo zucchero, buoni come il pane, furbi come le volpi, intelligenti come geni, divertenti come pagliacci, profumati come rose, coccoloni come pupazzi; a volte forti come giganti, altre fragili come vetro».
Infine, Martina che ha composto una specie di inno: «Sono loro che mi aiutano, sono loro che ascoltano, sono loro che mi amano. Il mio nonno: grande fuori, tenero dentro, su e giù qua e là ci porta; nella matematica è un asso e mi batte sempre a forza quattro; ogni volta che è triste pensando a noi gli ritorna il sorriso. La mia nonna: per il lavoro è stanca e sfinita, torna a casa e non fa che lamentarsi; la moda è la sua passione e i suoi consigli mi portano ammirazione. Senza lei che mi fa ridere e mi coccola il venerdì non sarebbe lo stesso».
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