Gioco
"Piena cittadinanza ai gay”, il sindaco issa la bandiera arcobaleno su Ponte di Mezzo
Un gesto di solidarietà e contro le discriminazioni che si ripete da tre anni in occasione della nascita del movimento gay. Il Comune ufficializza l’adesione al Gay Pride regionale, a Viareggio venerdì 7 luglio
PISA. Il coordinamento Toscana Pride, che raccoglie numerose sigle dell'associazionismo lgbt (lesbico, gay, transgender e bisex) e che porterà nelle strade di Viareggio migliaia di persone per il Gay Pride regionale, raccoglie anche l'adesione del Comune di Pisa all'appuntamento col Toscana Pride del prossimo 7 luglio a Viareggio.
L'adesione del Sindaco Filippeschi arriverà in occasione delle celebrazioni dell'anniversario della nascita del movimento gay mondiale quando sul Ponte di Mezzo verrà issata la bandiera arcobaleno simbolo delle battaglie per i diritti gay in tutto il mondo.
«Domani, per il terzo anno consecutivo - si legge in una nota del Coordinamento - a Pisa il sindaco Filippeschi isserà sul Ponte di Mezzo una bandiera arcobaleno. È la bandiera del movimento lesbico, gay, transessuale e queer, una bandiera che ricorda discriminazioni passate e recenti, una bandiera che reclama diritti e piena cittadinanza. Quest'anno però, quello che poteva sembrare un gesto "solo" simbolico sarà accompagnato dalla sottoscrizione del documento del Toscana Pride, un testo articolato che per il movimento gay è un punto d'arrivo importante, con richieste mirate sulla parificazione dei diritti e la tutela del benessere delle persone gay e dei loro figli». «Accogliamo con grande piacere - prosegue la nota - questa adesione forte, che a Pisa è suggellata a ridosso di un evento tradizionalmente importante qual è il Gioco del Ponte. Con questo gesto si riconosce l'importanza sociale e culturale di una comunità di migliaia di cittadini, persone che a Pisa sono nate o che da Pisa sono state accolte, che qui hanno costruito le loro vite, i loro affetti, talvolta le loro famiglie, e oggi arrivano a trascorrervi gli anni più maturi. Nelle richieste importanti di estensione dei diritti e della cittadinanza che la nostra comunità porta avanti, si annidano buone prassi e critiche costruttive che, anche in un momento di crisi e difficoltà dei bilanci pubblici, promuovono nuovi modelli di convivenza e confronto, stimolano nuova civiltà».
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