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Misericordia, domani si riunisce il nuovo «magistrato»

Misericordia, domani si riunisce il nuovo «magistrato»

PISA. Domani si insedia il nuovo cda, cioè il cosidetto magistrato, della Misericordia. A completare il team, presieduto dal commercialista Luigi Marchetti, nuovo governatore della tribolata...

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PISA. Domani si insedia il nuovo cda, cioè il cosidetto magistrato, della Misericordia. A completare il team, presieduto dal commercialista Luigi Marchetti, nuovo governatore della tribolata arcicongraternita, ci sono anche le nuove nomine fatte direttamente dall’arcivescovo, monsignor Giovanni Paolo Benotto.

Due dei tre nomi che entreranno a far parte dei residenti magistrali sono don Claudio Bullo e il ragionier Giuseppe Marianelli, dimissionari del veccho cda, il cui scioglimento portò al commissariamento.

La riunione si terrà domani pomeriggio, a ridosso dell’atteso incontro della nazionale agli europei, e dovrà sciogliere i tanti nodi che ancora ci sono sul tappeto: la commissione elettorale che ha portato all’elezione del nuovo cda deciderà quindi in che modo integrare il magistrato, da cui manca un vicegovernatore, ed i collegi, dove mancano due probi viri ed i supplenti del sindaci revisori.

Si dovrebbero tenere delle elezioni suppletive per integrare le cariche mancanti con nuove candidatire, dopo il ritivo di nove candidati alle soglie dello scorso voto.

I contratti di solidarietà al 33% per 64 dipendenti, frutto di un lungo e travagliato accordo con i sindacati che è giunto la scorsa settimana, partiranno quindi dalla data di domenica prossima, mentre i dipendenti devono ancora riscuotere la seconda tranche degli stipendi di maggio.

La prima tranche di quello di giugno sarà assegnata dal nuovo cda entro le prime due settimane del mese.

Si chiude così un’epoca buia per la confraternita, schiacciata da debiti milionari e da polemiche, e si apre quella della rinascita, con i nuovi contratti e il nuovo cda.

Restano purtroppo molte falle ancora da colmare e uan situazione economica difficile e preoccupante, che non può essere sanata solo con la riduzione del personale, ma soprattutto con una gestione più controllata.

Nel momento di risalita di una china pericolosa la speranza è che tutto fili liscio, perché già si contesta la legittimità del magistrato, che non avrebbe i numeri per governare, essendo a dieci componenti e non undici, come previsto. Incrociamo le dita. (c.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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