Il Tirreno

Pisa

Ippica, San Rossore salva Livorno

di Francesco Loi
Ippica, San Rossore salva Livorno

L’Alfea rileva la gestione (trentennale) dell’ippodromo Caprilli, dove ora possono riprendere le corse

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PISA. L’Alfea salva ancora il Caprilli. Se la stagione estiva di corse a Livorno partirà, sebbene con un po’ di ritardo, è solo grazie all’accordo raggiunto in extremis con la società che gestisce l’ippodromo di Pisa. Si è parlato molto in questi giorni della possibile fusione, a livello di Province, tra Pisa e Livorno con un ulteriore salto quanto ad intensità di collaborazione. Ecco subito un esempio concreto (anche se in questo caso non si tratta di una fusione).

La trattativa andava avanti da giorni. L’annuncio della «positiva conclusione, che permette la continuazione dell’attività dell’ippodromo Caprilli, salvandone la gloriosa tradizione», è arrivato ieri a firma del presidente dell’Alfea, Cosimo Bracci Torsi. Già lo scorso anno, per sei mesi, l’Alfea si era accollata l’impegno per far proseguire l’attività al Caprilli, alla luce della situazione di crisi che si trascina da tempo nella società Labronica.

Il nuovo accordo ha un’estensione più ampia: addirittura trentennale, così da poter attuare una programmazione efficace in un arco di tempo utile al rientro degli investimenti che si renderanno necessari. Bracci Torsi «ringrazia tutti coloro (collaboratori, dipendenti e dirigenti) che nella Labronica, nell’Alfea, nel Comune di Livorno e nelle organizzazioni sindacali si sono adoperati per questo fine, e in particolare il sindaco di Livorno, Alessandro Cosimi, senza l’intervento del quale questo risultato non sarebbe stato possibile». Il compito che «ci attende è però difficilissimo», aggiunge subito Bracci Torsi. L’ippica italiana infatti «attraversa una crisi drammatica dal punto di vista economico e dell'immagine, aggravata dall’incertezza delle sue strutture di governo e da essa uscirà, se uscirà, profondamente diversa».

L’intesa annunciata ieri comunque offre slancio e magari opportunità nuove. Il presidente dell’Alfea non lo nega, anzi. «L’integrazione tra Livorno e Pisa, dando origine ad uno dei maggiori poli del galoppo italiano, può rappresentare un esempio di questa novità». Ora si tratta di mettersi a correre, è il caso di dirlo, per far funzionare al meglio la rinnovata sinergia. «Questa è la scommessa che abbiamo fatto - dice ancora Bracci Torsi - e per vincerla occorrerà, oltre alla fortuna, la collaborazione di tutti gli interessati a questo sport. Partiamo con l’handicap delle giornate perdute e del ritardo di preparazione dell’ippodromo di Livorno. Faremo del nostro meglio, ma avremo bisogno anche della comprensione e del sostegno degli operatori e, soprattutto, dello straordinario ed appassionato pubblico livornese senza il quale ogni sforzo sarebbe inutile».

La firma avverrà tra oggi e domani. Tecnicamente, si avrà un affitto del ramo d’azienda (per sei mesi) da parte dell’Alfea. Il passaggio successivo, in autunno, vedrà invece protagonisti la stessa Alfea e il Comune di Livorno ed avrà come oggetto la concessione vera e propria delle attività al Caprilli, con marchio pisano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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