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Sos Scolmatore: la foce torna a insabbiarsi

Sos Scolmatore: la foce torna a insabbiarsi

Con la bassa marea affiora da Nord una lingua di sabbia molto frequentata dai bagnanti

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PISA. La foce dello Scolmatore torna a insabbiarsi: a distanza di neanche cinque mesi dalla fine dell'operazione di ripulitura con le ruspe inviare dall'Authority, con la bassa marea torna a affiorare una lingua di sabbia che da nord chiude per metà la foce. Certo, niente di paragonabile a quel la montagnola di sabbia con tanto di alberelli, cespugliame e uccelli nidificanti che fino all'autunno scorso aveva ridotto la larghezza della foce da 120 metri a non più di una ventina. Eppure quel che si sta verificando la dice lunga su quanto sia indispensabile le foce armata per evitare che questa zona torni a insabbiarsi: lo confermano gli stessi tecnici di Palazzo Rosciano, quartier generale dell'istituzione portuale.

Tutta colpa del fatto che finora è stato possibile portar via solo 27mila metri cubi: in pratica la parte al di sopra del pelo dell'acqua. Ma è rimasta tutta la parte sommersa, che è cinque volte tanto. È su di essa - spiega l'ingegner Umberto Campana, responsabile del dipartimento tecnico dell'Autorità portuale - che adesso stanno riprendendo ad accumularsi i detriti che la corrente trasporta dal mare verso terra.

Ma non è solo una questione di quantitativi da asportare. C'è anche una ben diversa regolamentazione da rispettare. Rimuovere i fanghi che stanno sott'acqua equivale a un dragaggio dei più inquinati fondali del porto, anche perché siamo al di là del ponte della strada per Tirrenia e si rientra in una zona sottoposta ai vincoli delle aree marine. Inutile dire che questo allunga di gran lunga i tempi: c'è bisogno di "caratterizzare" le sabbie da dragare per quantificare esattamente il loro livello di inquinamento, catalogarle e capire se devono essere sottoposte a trattamento anti-inquinamento, se possono essere portate via e dove possono essere ricollocate. Al contrario, per la sabbia portata via nel primo round dell'operazione non c'è stato da far altro che ricollocarla sul litorale pisano là dove c'era più bisogno di rinascimento.

Nel frattempo, per colpa della crisi o della voglia di trovare una spiaggia libera accessibile anche a auto e camper, questa striscia di sabbia era anche ieri affollatissima di bagnanti, appassionati di kite-surf, pescatori e le altre mille tribù del bagnasciuga.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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