Sicurezza
La fusione è già tra le ipotesi per dividere l’area vasta
PISA. L’accorpamento delle Province di Pisa e Livorno non è poi un’ipotesi così lontana dalla realtà. D’altra parte, se arriverà in fondo il piano del ministro Patroni Griffi, qualcosa in Toscana...
PISA. L’accorpamento delle Province di Pisa e Livorno non è poi un’ipotesi così lontana dalla realtà. D’altra parte, se arriverà in fondo il piano del ministro Patroni Griffi, qualcosa in Toscana dovrà essere fatto. In regione infatti solo la Provincia di Firenze possiede i requisiti richiesti (popolazione, estensione territoriale, numero dei comuni). Via invece tutte le altre, Pisa compresa. Anzi, alla sparizione è comunque destinata anche la Provincia di Firenze: in questa settimana va in discussione in Parlamento il decreto legge per l’istituzione delle città metropolitane, tra cui proprio Firenze. Una Toscana senza Province non è possibile. Gli accorpamenti sono una soluzione.
Tra l’altro, anche l’Upi Toscana (Unione Province), che pure si è messa sulle barricate non appena da Roma l’ipotesi della cancellazione si è fatta più concreta, da tempo si dichiara non contraria all’unione di più enti confinanti. Tanto che ha già avanzato un suo piano, che prevede la riduzione delle Province toscane (che ora sono 10) in un numero che può andare da 3 a 5. Nello scacchiere che così si andrebbe delineando, in particolare per l’assetto a 5 Province (dunque dimezzate), un’idea sarebbe proprio quella di intervenire dividendo l’attuale area vasta costiera: Pisa e Livorno insieme, e di là Massa Carrara e Lucca.
Il resto della Toscana? Firenze città metropolitana; Pistoia e Prato riunite come fino al 1993. Un nodo è quello del sud-est, dove l’accorpamento delle Province di Arezzo, Siena e Grosseto produrrebbe un ente troppo grande. Così, c’è chi ipotizza addirittura una ridistribuzione dei comuni.
A parte questo, sia il ministro che l’Upi sembrano spingere nella stessa direzione: quella della Pisorno, Pisa più Livorno. Andrea Pieroni, presidente della Provincia di Pisa e anche di Upi Toscana, non si sgomenta: «Se ci sarà l’accorpamento vuol dire che si tornerà al 1925», quando vennero rivisti i confini e Pisa lasciò a Livorno comuni come Cecina e Piombino, prendendo, tra gli altri, San Miniato e Santa Croce.
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