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Pisa

«Basta con le case popolari lasciate sfitte»

«Basta con le case popolari lasciate sfitte»

Domani l’Unione Inquilini incontra il presidente di Apes per accelerare la consegna degli alloggi

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PISA. Dopo la protesta dei giorni scorsi in consiglio comunale, l’Unione Inquilini organizza per domani a mezzogiorno un incontro con Lorenzo Bani, presidente dell’Azienda pisana edilizia sociale (Apes), nella sede di via Fermi 4.

«In base ai dati riportati sul sito dell'Apes Spa - spiega Virgilio Barachini, presidente dell’Unione - in provincia di Pisa risultano non occupati formalmente ben 228 alloggi popolari, dei quali 118 nel comune di Pisa. Sulla stampa cittadina pochi giorni fa l'assessore alle politiche abitative del Comune di Pisa e il presidente dell’Apes Spa hanno confermato questi dati, assicurando però che finalmente sono stati trovati i fondi necessari per recuperare entro l'anno 88 alloggi, di cui 58 situati nel comune di Pisa, per assegnarli alle famiglie utilmente collocate in graduatoria Erp. L'incontro di una delegazione delle suddette famiglie "papabili" e di assegnatari di case popolari con sfratto per morosità con il presidente dell’Apes Lorenzo Bani, previsto per lunedì 25 giugno (domani, ndr) alle ore 12, fa seguito alla presenza in consiglio comunale giovedì 21 giugno per sollecitare l'effettiva assegnazione degli alloggi popolari sfitti, sempre promessa ma finora avvenuta col contagocce (il prossimo 28 giugno ne verranno assegnati appena 12)».

«Al presidente Bani - prosegue Barachini - chiediamo: quanti sono effettivamente gli alloggi popolari vuoti da assegnare? Dove si trovano e di quali lavori di manutenzione abbisognano (con quale spesa preventivata) per potere essere assegnati? In particolare, quando saranno veramente consegnati i 58 alloggi per i quali è stato detto che finalmente sono stati trovati i soldi per ristrutturarli ? È possibile assegnare almeno parte dei restanti 60 alloggi vuoti (quelli dove sono previste spese inferiori a 5000 euro) a bisognosi di casa utilmente in graduatoria disposti ad effettuare le manutenzioni necessarie in auto recupero? È stato scritto che la mancanza di fondi per le manutenzioni deriva anche dalla rilevante morosità esistente (circa 3 milioni di euro), specialmente causata da circa 200 assegnatari, per 30 dei quali è iniziata la procedura di sfratto per morosità. Come più volte abbiamo chiesto, inascoltati, domandiamo ancora che, prima di procedere ad effettuare pignoramenti o intentare costose cause di sfratto in tribunale nei confronti dei morosi o dei senza contratto di locazione, le loro pratiche vengano sottoposte al vaglio della commissione comunale casa, ricordando che l’alloggio popolare è "l’ultima spiaggia" per i non proprietari di casa indigenti, dopo la quale si finisce in mezzo alla strada».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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