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Pisa

Ordinanza antiprostituzione

Pd e Pdl criticano il blitz mascherato in Comune

Pd e Pdl criticano il blitz mascherato in Comune

PISA. «Non è con le carnevalate che si tutela l’autodeterminazione». I segretari di circolo Pd - Paola Balestri (Putignano, Coltano, Ospedaletto, Sant'Ermete) Rocco Gangemi (Porta a Mare, San Piero a...

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PISA. «Non è con le carnevalate che si tutela l’autodeterminazione». I segretari di circolo Pd - Paola Balestri (Putignano, Coltano, Ospedaletto, Sant'Ermete) Rocco Gangemi (Porta a Mare, San Piero a Grado) Vladimiro Basta (Cep, Barbaricina) - prendono carta e penna per intervenire su quanto accaduto due giorni fa in consiglio comunale, quando un centinaio di giovani mascherati è entrato a Palazzo Gambacorti per protestare contro l’ordinanza antiprostituzione e ha costretto l’assemblea a sospendere i lavori.

«La polemica che alcuni stanno cercando di montare sulla cosiddetta ordinanza antiprostituzione si basa su una deformazione caricaturale del senso e degli obiettivi del provvedimento – scrivono i segretari dei circoli del Pd – Per questo riteniamo che siano dovuti dei chiarimenti sul merito più autentico della questione. Un'azione di contenimento della prostituzione su strada è stata richiesta con forza da un considerevole numero di cittadini, che sentono questo fenomeno come elemento di degrado e marginalizzazione del luogo in cui vivono. È una richiesta fondata, che non viene da persone bigotte, classiste o razziste».

I segretari dei circoli rispondono anche all’accusa secondo cui l’ordinanza colpirebbe in particolar modo i soggetti che già sono vittime della prostituzione. «Sappiamo che un problema così complesso – scrivono – al quale sono collegati episodi criminali di autentica sopraffazione le cui vittime sono innanzitutto le prostitute, può essere combattuto solo con un impegno dello Stato in tutte le sue articolazioni».

Sulla vicenda interviene anche il consigliere del Pdl Riccardo Buscemi: «La carnevalesca irruzione in consiglio comunale è una cosa gravissima da stigmatizzare, e non da liquidare semplicemente come un metodo “originale, folkloristico e colorato” di giovani contestatori. Sono metodi da squadristi, che non hanno nulla di democratico. Il consiglio è la casa di tutti ma d’ora in poi si filtri l’accesso per il pubblico e si identifichi chi vi vuole accedere. Per quanto successo giovedì invito tutti i consiglieri, a cominciare dall’ufficio di presidenza, a presentare un esposto di denuncia alla procura».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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