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La Uil: «Appalti al ribasso lavoratori come servi»

di Danilo Renzullo

PISA. Appalti al massimo ribasso. La Uil si dice preoccupata per quanto avviene nel terzo settore e in generale dove operano le cooperative o le aziende che prendono in appalto i servizi della...

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PISA. Appalti al massimo ribasso. La Uil si dice preoccupata per quanto avviene nel terzo settore e in generale dove operano le cooperative o le aziende che prendono in appalto i servizi della pubblica amministrazione. Secondo il sindacato, «nelle ultime gare effettuate da un ente a capitale pubblico, quale l'Estav Nord-Ovest, si verifica la consolidata prassi di spendere il meno possibile senza verificare se le offerte ricevute sono rispettose dei compensi orari previsti».

La Estav, come denuncia il sindacato, ha assegnato ad una cooperativa di Livorno un appalto per la movimentazione e presa in consegna delle merci nel magazzino di Migliarino. Ai dipendenti, è stato applicato il Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) della logistica con un inquadramento economico al sesto livello junior e un costo orario inferiore di oltre due euro rispetto alla retribuzione precedente. Inoltre non viene rispettato quanto previsto dal capitolato d'appalto sul passaggio del personale e un lavoratore è stato licenziato.

Successivamente Estav Nord-Ovest ha indetto una gara di appalto per l'affidamento del servizio del Centro Unico di Prenotazione di Pisa. I lavoratori impegnati erano 16, con Ccnl sanità divisi tra tempi determinati, indeterminati ed interinali con orario di lavoro di 38 ore settimanali. Il consorzio che si è aggiudicato l'appalto con il massimo ribasso ha offerto ai lavoratori un contratto a 20 ore settimanali con inquadramento al terzo livello del Ccnl multiservizi. I lavoratori si sono viste dimezzate le loro retribuzioni e molti di questi hanno rifiutato il passaggio preferendo terminare il proprio contratto a tempo determinato.

Per la Uil, l'attenzione del mondo del lavoro si è focalizzato sulla riduzione dell’occupazione nel settore produttivo perdendo di vista ciò che accade nel settore degli appalti dei servizi alle aziende, dove è calato il numero delle ore lavorate e pagate a causa della crisi che ha colpito il settore industriale e al taglio dei trasferimenti agli enti locali dal governo centrale. Ciò, secondo quanto sostiene il sindacato, ha consolidato la scelta che tutte le aziende pubbliche e private prevedano nelle loro gare che l'appalto venga assegnato con il massimo ribasso.

«Gli appalti attualmente vengono fatti tutti al massimo ribasso – dice Renzo Rossi, segretario generale Uil Pisa –. Si fanno tagli lineari e questo comporta l'aumento dei ritmi lavorativi dei dipendenti e un abbassamento della qualità dei servizi». Tale scenario, secondo la Uil, è destinato ad aggravarsi ulteriormente «perché alcune aziende pubbliche hanno già richiesto una riduzione del 5% sui contratti già attivi che comporterà un aggravio delle condizioni lavorative ed economiche dei dipendenti».

Per far fronte a questa situazione la Uil chiede alle aziende pubbliche e private di verificare che le offerte che ricevono siano rispettose di quanto previsto dai contratti applicati e di verificare la fattibilità dei progetti presentati. «Non vorremo che a causa della inadeguatezza dei capitolati e del loro mancato rispetto, il lavoro negli appalti assumesse per i lavoratori una condizione simile a quella dei medievali servi della gleba». Secondo il sindacato, riducendo i costi della politica e tagliando gli sprechi si potrebbero reperire i fondi per i lavoratori degli appalti e migliorarne le condizioni di lavoro.

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