La protesta
Il Fisco dimentica una proroga Boom di avvisi pazzi
Sanzioni a chi è sottoposto agli studi di settore Ma è il cervellone dell’Agenzia delle entrate a sbagliare
PISA. Avvisi pazzi da parte dell’Agenzia delle entrate. In questi giorni centinaia di contribuenti sottoposti agli studi di settore si sono visti arrivare a casa degli avvisi bonari per il versamento ritardato dell’Irap 2011 con tanto di sanzione e interessi da pagare. In realtà, in molti casi, si tratta di un errore del Fisco. Cerchiamo di capire come stanno le cose.
La lettera. «Gentile contribuente – si legge nel testo dell’avviso – a seguito dei controlli automatizzati sulle dichiarazioni fiscali è emerso che la sua Irap presenta degli errori». Di seguito viene elencato il problema (il ritardo nel versamento) e la somma da pagare. Il contribuente ha a disposizione 30 giorni di tempo dal giorno in cui riceve l’avviso per mettersi in regola saldando in conto (con la sanzione ridotta di un terzo) o per fornire chiarimenti e dimostrare la correttezza dei dati dichiarati.
Le sanzioni ammontano al 10% di quanto versato (ad esempio se il contribuente ha pagato 850 euro la sanzione sarà di 85 euro) più gli interessi per il ritardo, che ammontando a una ventina di giorni, sono piuttosto bassi.
La proroga dimenticata. Ma stavolta l’errore sembra averlo commesso il cervellone dell’Agenzia dell’entrate che secondo alcuni commercialisti e ragioneri pare aver dimenticato una proroga. Per il versamento del modello unico 2010, infatti, un decreto del presidente del consiglio dei ministri del 10 giugno 2010 aveva spostato la scadenza del 16 giugno al 6 luglio 2010, mentre quella del 16 luglio – che comporta l'obbligo del pagamento dello 0,40% in più – era slittata dal 7 luglio al 5 agosto 2010. La mini-proroga riguardava solo i contribuenti soggetti agli studi di settore ed era stata stabilita «tenendo conto della contingente situazione economica che ha comportato la profonda revisione degli studi di settore conseguente alle richieste delle categorie interessate».
Insomma, l’Agenzia prima ha concesso la proroga e ora sta mandando degli avvisi bonari ai contribuenti che l’hanno utilizzata. Insomma, si tratta di una nuova scocciatura per i cittadini coinvolti, che ora dovranno pagare o dimostrare l’errore.
Verifiche in corso. Dalla sede dell’Agenzia delle entrate di Firenze, fanno sapere di non aver avuto segnalazione alcuna in merito ad errori di questo genere. Tuttavia, non escludono che un controllo automatico possa incorrere in problemi di tal natura soprattutto se di mezzo c’è un elemento fuori dagli schemi come una proroga. In attesa di accertare dove sta l’errore, dagli uffici fiorentini spiegano che il contribuente che ritenga ingiustificato l’avviso bonario può sempre avviare un’istanza in autotutela presso le sedi locali dell’agenzia.
I casi. Per verificare quanto appena raccontato abbiamo controllato tre avvisi bonari, recapitati a tre soggetti diversi della provincia di Pisa: una ditta individuale, una società a nome collettivo e una srl. Tutti sono sottoposti agli studi di settore pertanto potevano usufruire della proroga. Ciononostante sono stati sanzionati proprio per aver versato l’Irap il 5 agosto e non il 16 luglio. Gli importi che ora gli vengono richiesti vanno dai 137 euro a 18.
La causa dell’errore. A generare lo sbaglio secondo alcuni commercialisti potrebbe essere stato il controllo effettuato in tempi diversi sulla dichiarazione Irap e su Unico. I dati relativi a queste due voci, infatti, vengono inviati separatamente con il modello F24. È dunque possibile che il cervellone del Fisco abbia preso in considerazione soltanto le dichiarazioni Irap, dove non è riportato che il soggetto è sottoposto agli studi di settore. Errori di questo genere non sono del tutto nuovi, ma si spera che l’Agenzia possa porvi rimedio.
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