Finanza
Ikea apre alla concorrenza
La multinazionale del mobile aprirà un elenco fornitori tra i produttori di arredamenti in Toscana
PISA. Una mano tesa da parte di Ikea verso i concorrenti locali, quelli che rischia di mettere in ginocchio, soprattutto in tempo di crisi, con l’apertura dello store nella zona dei Navicelli nell’autunno del prossimo anno. Questo impegno è stato formalizzato dalla multinazionale svedese al Comune di Pisa. E la giunta ha inserito questo passaggio nella delibera, approvata alcuni giorni fa, con la quale ha dato il via libera al progetto presentato da Ikea Italia Retail Srl per l’apertura della grande struttura di vendita in via Gargalone. La domanda era stata presentata il 29 maggio scorso.
In particolare, l’atto recita: «Ikea ha manifestato la sua disponibilità a valutare le candidature di produttori di arredamenti e complementi d’arredo della regione Toscana che richiedessero di essere inseriti nel portafoglio fornitori della società». La multinazionale apre così le sue porte ad una collaborazione con aziende locali, soprattutto le decine che hanno sede tra Cascina e Ponsacco. Il Comune ha accolto favorevolmente questo impegno di Ikea e lo ha inserito, ufficializzandolo, nel proprio atto. Probabilmente si passerà poi ad un accordo più preciso.
Si ricorderà che prima della formalizzazione dello sbarco degli svedesi erano stati prodotti alcuni studi sull’impatto socio-economico nel territorio. Una di queste ricerche era stata realizzata dalla società TradeLab per conto della multinazionale svedese e riguardava proprio l’impatto con il comparto pisano del mobile. Va detto che il bacino di attrazione del punto vendita Ikea ai Navicelli coinciderà con una sorta di triangolo che ha i vertici nelle province di La Spezia, Pistoia e Livorno, e all’interno quelle di Pisa, Lucca e Massa Carrara. Un territorio composto da 68 comuni, per una popolazione di oltre 1,4 milioni di persone. La parte principale del bacino è fatta di pisani (27,1%), a seguire lucchesi (23,1%) e livornesi (16,8%), questi ultimi quasi pareggiati dai pistoiesi (16%). Considerando proprio questo bacino complessivo, i punti vendita specializzati nel comparto arredamento e articoli per la casa risultano più di 1.600 (1.608). In provincia di Pisa, in particolare, sono 520: 414 quelli tradizionali, 100 quelli di media entità, 6 quelli grandi. Si stima un giro d’affari di circa 50 milioni di euro annui, sottratti «interamente - si legge nello studio - ai punti vendita della rete di vicinato e alle medie e grandi strutture operanti nel comparto». Tale ridistribuzione degli introiti, spiega ancora la ricerca, finirà per mettere in crisi 7 esercizi nei territori limitrofi, per una perdita di 122 posti di lavoro. Ma qui interverrà Ikea che, con le 300 assunzioni, porterà il saldo in attivo. Lo stesso studio anticipava «un ulteriore elemento positivo, al momento non quantificabile, derivante dagli accordi di fornitura presi da Ikea con alcuni produttori locali che determineranno incrementi del loro giro d’affari, con benefici anche sui livelli occupazionali». Ora è stato messo anche nero su bianco.
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