Il Tirreno

Pisa

Da Montale alla gerarchia del ridicolo

Settimane di stupori, nostalgie, anziani, scale, caricature e infortuni. Grande edizione della Luminara, piena di idee e di novità. Letteralmente stupefacente. Niente da dire e onore al merito. A una...

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Settimane di stupori, nostalgie, anziani, scale, caricature e infortuni.

Grande edizione della Luminara, piena di idee e di novità. Letteralmente stupefacente. Niente da dire e onore al merito.

A una settimana di distanza, stasera, in noto ristorante pisano si prova a replicare quello stupore e, all’interno al format “Operazione nostalgia”, ecco che arriva Nicola Di Bari servito assieme a una zuppetta di moscardini. Il cantante, che ebbe una sua notorietà tra la seconda metà degli anni Sessanta e la prima degli anni Settanta, era scomparso dalle scene da una trentina d’anni. Perché ne parlo qui? Perché rivederlo farà emozionare molti anziani e perché ha la stessa età di Pierfrancesco Pacini.

A proposito di nostalgia, la presenza del dimenticato Eugenio Montale tra i temi della Maturità, mi ha fatto ricordare di una breve permanenza del grande poeta nella nostra città e di un piccolo episodio quasi inedito e gustoso. Fu nel maggio del 1971, Montale era a Pisa ospite della bella casa di Teresa Mattei sul lungarno Galilei. La Mattei amava mescolare (ed erano anni in cui era consentito) e, a sorpresa, invitò a cena anche un altro poeta molto gaddiano, ma molto pisano, Afo Sartori che, all’epoca, era aduso maneggiare penne e pennelli con la medesima maestria. Afo si presentò in ghingheri, ma la cena non fu granché. L’ospite era parco. Di appetito e di parole. Nell’accomiatarsi Sartori decise di osare e lasciò nelle mani del Maestro un biglietto che voleva regalargli la propria affettuosa subordinazione. C’era scritto: “Il mondo è fatto a scale, chi le scende e chi Montale”. Il futuro premio Nobel letta quella riverente sciocchezza, si accomiatò con un sorriso meno burbero del solito.

Ecco, perché anche le scemenze vanno fatte con stile, e la gazzarra in consiglio comunale sull’ordinanza antimeretricio è diventata la caricatura di una protesta ammantando di goliardico un argomento scabroso e complesso su cui – ripeto - non c’è davvero niente da ridere. Invece, tra l’ordinanza, la protesta e le reazioni alla protesta adesso è più difficile stabilire una gerarchia del ridicolo.

La frase della settimana è stata pronunciata dal responsabile del pronto soccorso Massimo Santini che, nella notte della Luminara, è stato particolarmente impegnato: “In media si registrano 270 accessi al giorno, sabato se ne sono registrati 340”. Sa dottore, se ci sono in giro 150mila persone può succedere anche questo.

Alla prossima.

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di Redazione Pisa