Il Tirreno

Pisa

Ordinanza contro il sesso mercenario

di Candida Virgone
Ordinanza contro il sesso mercenario

Vale soltanto per il periodo estivo: così sono state superate le eccezioni di incostituzionalità

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VECCHIANO. Tre sindaci armati, lancia in resta, contro il male più antico del mondo, la vendita del proprio corpo. Con l’estate riparte l’ordinanza antiprostituzione, non solo a Pisa, ma anche, come è avvenuto qualche anno fa, nei paesi vicini. Con Marco Filippeschi si sono schierati anche i primi cittadini di Vecchiano, Giancarlo Lunardi, e di San Giuliano Terme, Paolo Panattoni. L’ostacolo della Corte costituzionale, che aveva cassato le ordinanze sindacali che non avessero carattere temporaneo e d’urgenza, è stato aggirato limitando l’intervento al periodo estivo: primo giugno dunque, trenta settembre. In questo periodo è vietato fermarsi con l’auto nei luoghi dedicati all’eros prezzolato, contrattare e parlare con le lucciole, farle salire in auto; e per loro, visto che prostituirsi non è reato, è vietato «adescare» e stare in abiti succinti e contrari alla pubblica decenza, come è vietato ovviamente lo sfruttamento. E soprattutto contro la possibile tratta di persone che ieri mattina, nell’aula consiliare del Comune di Vecchiano, si sono incentrati gli interventi dei tre sindaci. Dunque, protesta pomeridiana a parte, visto che non tutti sono imprenditori di sé stessi, quel che si vuol combattere è proprio un fenomeno che si è spesso registrato sul territorio è e che è quello dello sfruttamento e del commercio di esseri umani, ragazze, anche giovanissime, quasi sempre straniere, spesso attirate in Italia col miraggio di un lavoro onesto, a volte rapite, e poi gettate in strada a suon di botte e ricatti di sterminare la famiglia in patria. Le tre ordinanze di fatto sono diventate operative dal 5 scorso e dunque da diciassette giorni con oggi. Non ottemperare ai dettami del sindaco costerà a lucciole e clienti trecento euro e questi ultimi rischiano anche il sequestro del mezzo. A Pisa il divieto è su tutto il territorio comunale, in particolare lungo l’Aurelia, a Vecchiano sull’Aurelia, alla Bufalina sino al confine comunale, in via Traversagna comprese le strade della zona industriale di Migliarino e le vie comunali e poderali confinanti, in via delle Idrovore, in viale dei Pini e dintorni, in via di Pruniccio, via delle Pratevecchie, via 25 Aprile, via del Mare e viale Isabella.

Secondo stime comunali le lucciole e i trans sono circa duecento, per lo più brasiliani, eppoi nigeriane, rumene, albanesi, ucraine e ungheresi; con loro anche tre italiani. Ma si tratta di cifre a cui c’è da aggiungere un sommerso che, data la clandestinità, è dirompente e difficile seguire. Contro il commercio umano ci sono stati a Pisa il progetto Sally e quello di Dim, Donne in movimento; oggi c’è ConTratTo, acronimo di contro la tratta in Toscana. Chi ha bisogno può fare, sempre, il numero verde 800186086 e, su Pisa, il 340-7031986.

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