Il Tirreno

Pisa

Poste, previsti 474 esuberi ma si assumono 10 precari

di Gianluca Campanellae Pamela Arena
Poste, previsti 474 esuberi ma si assumono 10 precari

In corso le selezioni per portalettere con contratto a termine per l’estate I sindacati: scelte incoerenti. L’azienda: stiamo trattando, no comment

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PISA. Da un lato Poste Italiane, attraverso il centro per l’impiego provinciale, sta selezionando candidati (le domande scadute il 14 giugno) per ricoprire il ruolo 10 unità di portalettere a tempo determinato; in contemporanea, una nota della Cisl denuncia che la stessa azienda «per la Toscana prevede un taglio di 474 portalettere e intende effettuare una parziale chiusura del Cmp di Pisa, che comporterà una riduzione dell’organico da 245 a 115 lavoratori con un esubero di 130 persone».

Dov’è la coerenza? A Firenze, direzione regionale di Poste, rispondono solo che «si tratta di relazioni industriali, sono in corso tavoli sindacali e al momento non possiamo dire nulla». Ma l’interpretazione che dà Giorgio Simoncini, segretario di Ugl Pisa, è poco rassicurante: al centro di meccanizzazione postale, il Cmp di Ospedaletto, «gli addetti allo smistamento sono costretti agli straordinari e lavorare di sabato. Se chiudono Pisa per alimentare Firenze, o Poste vuole depotenziare il servizio qui a favore di altri, o è solo il primo passo per trasferire questa gente in Romagna». Altrettanto pessimismo c’è sul fronte portalettere: secondo Simoncini gli esuberi sono dovuti a «un calo del 30% nel volume della corrispondenza, per questo l’azienda comprime le zone di recapito».

In pratica, se un postino prima copriva un certo numero di chilometri quadrati, ora gli si affida un territorio maggiore, perché ha meno buste da consegnare. Però resta il “mistero” degli assunti a tempo determinato: Vito Romaniello, segretario regionale Cisl Poste, spiega che le assunzioni di precari servono a garantire le ferie estive del personale “ufficiale”.

Però Simoncini tiene a chiarire che «è una scelta che non risolve il problema: per imparare a svolgere bene il suo compito, un portalettere ha bisogno di un po’ di tempo. Appena è pronto, gli scade il contratto! Così si aiuta l’azienda o le si dà un peso?». Allora aggiunge: «Si abbia il coraggio di dire che «è un semplice ammortizzatore sociale e saremmo disposti a tollerare i disservizi per dare una mano a qualche ragazzo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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