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Pisa

Ordinanza anti-prostituzione, protesta in strada poi irruzione in Comune

Ordinanza anti-prostituzione, protesta in strada poi irruzione in Comune

La manifestazione colorata di decine di ragazzi che si sono riuniti sotto le logge del municipio si sposta in consiglio comunale e arrivano i carabinieri

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Protesta a Pisa con circa 150 persone vestite in abiti sgargianti e provocanti si sono riunite per protestare contro l’ordinanza anti-prostituzione adottata dal Comune, soprattutto nel passo in cui si parla di “abbigliamento indecente”. Dopo un pacifico sit-in davanti al Comune i manifestanti sono saliti nella sala del Consiglio creando disturbo ai lavori dell’aula fino a che non sono intervenuti i carabinieri per riportare la calma.

L’ordinanza prevede trecento euro di multa a chi farà salire sull'auto una prostituta, contratterà prestazioni sessuali o parcheggerà in zone frequentate dalle prostitute. A firmarma sono stati i sindaci dei Comuni di Pisa, Vecchiano e San Giuliano Terme per cercare di allontanare i clienti “estivi” dalle strade del territorio. Il provvedimento è entrato in vigore lo scorso primo giugno. Stessa sanzione per chi sosterà in atteggiamenti e vestiti inequivocabili sul ciglio della strada. Oggi i tre sindaci hanno fatto un primo punto e riconfermato il contenuto dell’ordinanza.

«Il nostro obiettivo è quello di contrastare la recrudescenza del fenomeno in concomitanza del periodo estivo», ha detto il sindaco di Vecchiano Giancarlo Lunardi. «L' ordinanza rispetta la sentenza della Corte Costituzionale 115/2011, in quanto è contingibile ed urgente e, infatti, va dal 1 giugno al 30 settembre» ha precisato Lunardi, sindaco di Vecchiano. Un riferimento a quando un'analoga ordinanza fu infatti bocciata dalla Corte Costituzionale non per i contenuti ma in quanto carente dell'aspetto della temporaneità.

 «L'ordinanza è moralizzatrice, bacchettona, e non affronta il problema nella sua vera complessità», hanno spiegato alcuni manifestanti aderenti a diverse associazioni come l'Arcilesbica e Rebeldia. I manifestanti hanno distribuito in consiglio comunale anche una contro-ordinanza che «vieta giacche e scarpe chiuse».

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