Il Tirreno

Pisa

Il sindacato studenti «Sulle tasse l’ateneo non rispetta la legge»

di Danilo Renzullo
Il sindacato studenti «Sulle tasse l’ateneo non rispetta la legge»

Secondo alcuni calcoli, la contribuzione degli iscritti supera il 20% del Fondo di finanziamento ordinario

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PISA. «Fuorilegge». Secondo l'Unione degli universitari (Udu), l'Ateneo di Pisa è fuorilegge. L'annuale inchiesta sulle tasse studentesche dimostra, infatti, che la tassazione imposta dall'Università supera i parametri imposti dalla legge. Le tasse chieste sono, quindi, “illegali”.

La materia è regolamentata dal Dpr numero 306 del 1997 che impone, infatti, che «la contribuzione studentesca non può eccedere il 20% dell’importo del finanziamento ordinario annuale dello Stato». Stando alla legge, quindi, l'università non può chiedere ai propri studenti un contributo oltre venti punti percentuali rispetto al Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) che riceve dallo Stato per gestire il proprio ateneo. L'Università di Pisa ritiene che i dati presentati dall'Udu siano parziali ed errati, il sindacato degli studenti, invece, denuncia una diffusa irregolarità nella maggior parte delle università pubbliche italiane e minaccia ricorsi. Tra i due “litiganti”, la progressiva riduzione dei finanziamenti statali e la sempre maggiore difficoltà degli atenei a far quadrare i conti.

I risultati dell'inchiesta del sindacato studentesco, basata sui dati del Miur dei bilanci previsionali 2011, sono sconcertanti: ben 36 atenei pubblici su 61 presi in esame sforano il tetto massimo di tassazione. In pratica il 59% degli atenei italiani sarebbe “fuorilegge”. Nella lista nera anche l'Università di Pisa che, secondo i dati elaborati dall'Udu, oltrepassa di quasi cinque punti percentuali la tassazione massima applicabile.

Secondo il sindacato studentesco, l'Ateneo pisano riceve una cifra “illegale” di quasi 10 milioni di euro con una percentuale di tassazione totale del 24,97% sul Ffo (con una variazione del 4,97% sul 20% previsto dalla legge) e uno sforamento medio per studente che si attesta su 203,13 euro.

«Riteniamo inaccettabile questa situazione, soprattutto perché l’Italia è già ora il terzo Paese europeo con le tasse più alte. In un momento di forte crisi si sta facendo pagare agli universitari e alle proprie famiglie i tagli all’istruzione pubblica», dicono dalla segreteria nazionale dell'Udu. «Siamo stufi dei silenzi dei rettori – aggiungono -: invece di lamentarsi per il grande sotto-finanziamento, aumentano le tasse agli studenti e tra di loro pensano pure di cambiare la legge, andando nei fatti a liberalizzare le tasse universitarie: è pura follia». Secondo l'Ateneo pisano, invece, il problema «non è l'aumento delle tasse (congelate con una mozione dello scorso maggio approvata all'unanimità dal Senato accademico, nda) ma la diminuzione del finanziamento statale. Quindi la questione andrebbe posta direttamente al Governo».

Questione che, oggi, sarà affrontata anche dall'assemblea della Crui (Conferenza dei Rettori delle università italiane). Ma l'Unione degli universitari non ci sta e promette battaglia. Si appella al ministro dell'istruzione, ma si dice pronta a ricorrere anche alle vie legali per far valere le proprie ragioni e i diritti degli studenti, anche alla luce del ricorso vinto dal sindacato degli studenti contro l'Università di Pavia che è stata condannata dal Tar della Lombardia a restituire quasi due milioni di euro.

«Profumo convochi subito le rappresentanze studentesche per riparlare insieme di un nuovo sistema di tassazione nazionale, più equo, che rispetti la legge e che non sia più sul podio dei sistemi di contribuzione più cari d’Europa – si legge sul sito del sindacato -. Si abbia rispetto per gli studenti e per le proprie famiglie, altrimenti andremo avanti con i ricorsi al Tar, ateneo dopo ateneo, e chiameremo alla mobilitazione tutti gli studenti italiani che come noi credono che l’Università e l’istruzione in genere siano uno straordinario bene pubblico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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