Tolto il volontario a una coppia di anziani invalidi
L’appello dei coniugi: senza aiuto non ce la facciamo L’assessore: mancano i fondi, ma non vi lasceremo da soli
PISA. Anziani, disabili e senza sufficiente assistenza. È la storia di due pisani, entrambi invalidi al 100%, cui è stata revocata dal 1° luglio prossimo l’assistenza domiciliare che ogni 15 giorni faceva arrivare un volontario della Pubblica Assistenza ad accompagnarli a fare la spesa o a ritirare la pensione all’ufficio postale.
«Per noi è stato un dramma apprendere che non avremo più questo servizio e ci sembra che le ingiustizie si abbattano sempre sui più deboli», lamentano i coniugi Bendoni, protagonisti di questa triste storia. «Mio marito Augusto è affetto da invalidità agli arti inferiori e superiori, soffre di epilessia e necessita di un’assistenza continua che io non posso fornirgli, essendo a mia volta invalida e non autonoma nel deambulare», continua Assunta.
«L’assistenza domiciliare di cui usufruiamo cinque giorni a settimana è solo di un’ora e permette di sollevarci soltanto da una piccola parte delle necessità».
La commissione valutatrice della Società della salute, però, ha deciso che esistono situazioni più gravi da coprire. Le risorse da destinare ai servizi sociali, si sa, scarseggiano, e questo è solo un esempio degli effetti che la riduzione delle risorse messe in campo sociale dal governo produce. «Dal 2008 ad oggi c’è stata una contrazione del 91% del Fondo sociale nazionale, che il Comune di Pisa ha cercato di compensare potenziando i servizi ed erogando 800mila euro in più all’anno», spiega Maria Paola Ciccone, assessore agli affari sociali. Soldi comunque insufficienti a soddisfare i bisogni reali del territorio. «Le richieste di assistenza sono tante (1500 all’anno) e in continua crescita – continua la Ciccone – Per distribuire equamente le risorse a disposizione seguiamo un regolamento che prevede l’erogazione temporanea dei servizi, che possono avere una durata massima di sei mesi». Sarà dunque scaduto il termine di beneficio per i coniugi Bendoni, che però non devono sentirsi abbandonati. «La nostra rete sociale è efficiente e può contare sull’aiuto di tante associazioni di volontariato, pronte a spendere tutte le loro energie per far fronte alle necessità», conclude l’assessore. «Pisa è una città solidale, ai primi posti nelle classifiche nazionali per i servizi ad anziani, malati e indigenti e saprà farsi carico delle situazioni più difficili anche grazie all’aiuto che spontaneamente arriva dalla popolazione civile, che spesso sa supplire alle carenze strutturali».
In casa Bendoni sperano che, se non arriverà più il volontario, giunga davvero un aiuto concreto e solidale.
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