Toscana
Misericordia, firmato l’accordo sul personale
Revocata la mobilità, contratti di solidarietà al 33% per i 62 dipendenti L’intesa ha visto d’accordo tutti i sindacati presenti ieri alla riunione
PISA. Mancavano pochi minuti alle venti ieri sera, quando, finalmente, nella sede del Cep, sindacati e vertici della Misericordia hanno raggiunto l’accordo atteso ormai da mesi. Una conclusione in un certo senso annunciata, preceduta nelle scorse settimane dal venirsi incontro che ha limato i desiderata di entrambi le parti e che ha cercato di salvare posti di lavoro e istituzione. E dunque contratti di solidarietà per 62 dipendenti al 33% dell’orario di lavoro, con l’integrazione della contribuzione ovviamente con gli ammortizzatori sociali: sono 36 ore settimanali per 6 giorni; contratti di solidarietà per i restanti due dipendenti (che hanno l’accordo edilizia-industria) al 33,3%: sono 40 ore su 5 giorni; infine niente mobilità volontaria. L’accordo è stato firmato da tutti i sindacati e nello specifico prevede la revoca appunto e la chiusura della richiesta di procedura di mobilità e l’apertura di quella per i contratti di solidarietà.
La fumata bianca è giunta al termine di una lunga riunione che è iniziata nel pomeriggio, alle 4 e mezza, una volta terminata quella della commissione elettorale: davanti al commissario straordinario, Stefano Ragghianti, e al suo braccio destro, Gianluca Staderini, c’erano per la Cgil Michele Orsi e Milo Berretta, per la Cisl Cinzia Ferrante, per i Cobas Federico Giusti e Sandro Giacomelli, per l’Ugl Giorgio Simoncini, per la Uil Moreno Giannessi e Renzo Rossi. Di fatto si è iniziato a parlare finalmente di unità d’intenti verso le sette e mezza i è finito di discutere gli ultimi dettagli alle otto: alle venti e trenta è arrivata l’attesa firma. Un atto, il primo atto positivo, che, insieme alla formazione del nuovo magistrato, segna l’inizio della risalita per una istituzione apparentemente destinata al naufragio da debiti milionari, incomprensioni e scelte al centro di varie polemiche.
Un accordo che giunge a ridosso dei sei mesi di mandato di Ragghianti, insediatosi il 18 dicembre e che col voto avrebbe potuto chiudere se le elezioni avessero proceduto speditamente. Una firma su cui potrebbe anche aver pesato un presunto e ufficioso parere negativo sulla legittimità dei percorsi dei contratti di solidarietà dato dalla Direzione territoriale del lavoro, ma in effetti decisamente smentito da questa a qualsiasi livello.
Ampia soddisfazione in tutti per l’intesa finalmente raggiunta. «Un accordo - ha commentato Federico Giusti - che scongiura i licenziamenti e salva i posti di lavoro e che quindi non può che trovarci tutti soddisfatti». «Un ottimo risultato - ha detto Cinzia Ferrante, della Cisl - che ci vede contenti insieme ai lavoratori». Il più felice è il commissario: «Un punto eccellente da cui ripartire che ha visto tutti uniti».
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