Il Tirreno

Pisa

I fuochi di San Ranieri, per molti ma non per tutti

Pe. r molti ma non per tutti” recitava una pubblicità di qualche anno fa. Non ricordo cosa venisse pubblicizzato ma quello slogan, piuttosto odioso, mi viene in mente ogni volta che mi trovo in...

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Pe. r molti ma non per tutti” recitava una pubblicità di qualche anno fa. Non ricordo cosa venisse pubblicizzato ma quello slogan, piuttosto odioso, mi viene in mente ogni volta che mi trovo in situazioni come quella di ieri sera sui lungarni.

Si sarebbe già dovuto capirlo dall'anno scorso, e il Capodanno Pisano ne avrebbe dovuto dare definitiva conferma.

Ma tant'è, o perché le abitudini sono dure a morire, o perché il comprendonio è quel che è, o perché non si finisce mai di riporre una seppur minima speranza dell’altrui ravvedimento, o per semplice ignoranza, come ogni anno una massa di persone si assiepava, ad ora congrua, dal Ponte del Cep fino a Piazza San Paolo per assistere al tradizionale spettacolo pirotecnico.

Come ogni anno altrettanta folla, vuoi per sorte, vuoi per maggior acume, sprezzante del pericolo di “stroppiassi un piede dalla gran carca”, si assiepava dal Ponte Solferino a quello della Fortezza.

Ma tant'è, il tradizionale spettacolo pirotecnico, quest'anno (come l'anno passato e come al Capodanno Pisano), non era tradizionale. Ove per “tradizionale” s'intende che i fuochi d'artificio possano essere visti da tutti/e e fino a svariati chilometri di distanza; i fuochi d'artificio, spettacolo popolare per eccellenza, foss'anche manifestazione di potere e munificenza della classe dominante sulle classi subalterne.

Ma tant'è, la gente del primo caso, quella assiepata dal Ponte del Cep fino ed oltre Piazza San Paolo (e io ovviamente ero nel numero), si è ritrovata nella condizione degli schiavi di Platone: ha visto delle ombre, dei bagliori, alcune rare propaggini di piccoli fuochi e ha udito, in lontananza, alcune rare note musicali.

La gente del secondo caso, al posto giusto nel momento giusto, ha assistito ad uno spettacolo innovativo (almeno per Pisa ed almeno da un anno a questa parte), fatto di ombre, di bagliori, di musica e di alcuni piccoli fuochi d'artificio.

Tant'è, quest'innovativo spettacolo sta ai fuochi d'artificio (quelli veri) come la nouvelle cuisine sta alla tradizione culinaria.

La nouvelle cuisine, dove un piatto di alta fattura reca al centro una porzioncina bellina bellina, per molti ma non per tutti, ma dove sia i molti che i tutti restano con una gran fame.

Ernesto Guglielminetti

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