Il Tirreno

Pisa

Pisa non ci sta, ora rivuole la B scippata

di Antonio Scuglia e Francesco Loi
Pisa non ci sta, ora rivuole la B scippata

Una mozione urgente del consiglio comunale chiede al sindaco di tutelare la città nei confronti della Federazione nazionale

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PISA. Un “biscotto” reale, frutto non di convenienze sportive, ma di una frode bella e buona. Emersa in tutta la sua vergogna nel corso del processo sulle scommesse nel calcio dei tesserati. Per Pisa, intesa come città in tutte le sue componenti, quel “biscotto” risulta ancora fortemente indigesto. E ora chiede giustizia, anzi chiede di essere risarcita. Senza la combine nella gara Albinoleffe-Ancona del maggio 2009, unita alla sconfitta della squadra nerazzurra all’Arena contro il Brescia, la serie B non sarebbe stata persa, non ci sarebbe stato il conseguente fallimento del Pisa Calcio e la necessità di ripartire tra i dilettanti. Le proteste dei tifosi, le azioni dell’avvocato Andrea Bottone salgono ancora un gradino, visto che una mozione urgente - dal titolo “Pisa 1909 - riconoscimento danno sportivo - è stata iscritta all’ordine del giorno del consiglio comunale di giovedì. Il documento, politicamente trasversale, si rivolge al sindaco per chiedere alla Federcalcio per «eventuali promozioni e/o aggiustamenti d’ufficio». In pratica, alla luce di confessioni e processi, Pisa (città) rivuole la serie B scippata.

Mozione urgente. L’atto è firmato da Paolo Mancini (Pdl), Marco Monaco (Pd), Luca Paolo Titoni (Udc), Roberta Luperini (Fli), Francesco Capecchi (Pdl), Massimo Balzi (Fli), Diego Petrucci (Pdl), Stefano Landucci (Pd), Maurizio Bini (Rifondazione comunista), Alessandro Gorreri (lista civica), Giuseppe Ventura (lista civica), Antonio Maffi (Pdl). Nella mozione, considerato lo svilupparsi dell’indagine della magistratura «sugli incredibili fatti relativi al nuovo calcio-scommesse», si ripercorrono gli avvenimenti del maggio 2009 e le pesanti conseguenze, sottolineando e ricordando che «la ricostituzione di una nuova società sportiva in rappresentanza della città di Pisa impegnò notevolmente le principali istituzioni cittadine e numerosissimi tifosi». A fronte di tutto questo, il consiglio impegna il sindaco a «tutelare il prestigio e la correttezza della nuova società Pisa 1909 e, qualora sia riconosciuta nell’esito dei procedimenti penale e sportivo l’esistenza di un danno sportivo, a chiedere alla Figc che di tale danno si tenga conto in futuro per eventuali e quasi certe promozioni e/o aggiustamenti d’ufficio che ogni anno sono necessarie stanti le croniche e persistenti problematiche economico-sportive dell’intero panorama del calcio italiano».

Bottone e tifosi. Già nel dicembre scorso l’avvocato pisano Andrea Bottone, presidente del comitato dei tifosi “Vecchio cuore nerazzurro”, ha iniziato a studiare l’ipotesi di una class action, prendendo contatto con il suo collega mantovano Dionigi Bianciardi per acquisire gli atti del procedimento penale iniziato con le indagini della Procura di Cremona. «La nostra intenzione - ribadisce al Tirreno - era ed è quella di tutelarci, come città e come tifoseria, nei confronti di chi ha falsato quel campionato ai fini delle scommesse condannando il Pisa. L’impegno del sindaco, preannunciato già a Natale, sarebbe un suggello importantissimo alla nostra azione». La città di Mantova ha fatto istanza per inserirsi nel processo come parte lesa, mediante gli articoli 91 e seguenti del codice di procedura penale. Quale ente esponenziale, il coordinamento dei tifosi potrebbe raccogliere gli abbonati e gli sponsor di quel campionato. Le partite nelle quali il Pisa fu danneggiato sono Salernitana-Albinoleffe 4-2, Albinoleffe-Ancona 3-4 e Salernitana-Mantova 1-1.

Il pentito Gervasoni. Carlo Gervasoni, l’ex giocatore del Piacenza arrestato nell’ambito dell'inchiesta sul calcioscommesse, davanti al pm Roberto Di Martino ha dichiarato nella sua lunga deposizione: «Altra partita combinata fu Albinoleffe-Ancona, all’ultima giornata del campionato 2009-2010, che perdemmo per 4-3». Gervasoni per la circostanza accusa sia alcuni suoi compagni di squadra (giocava nell’Albinoleffe) sia alcuni avversari.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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