Il Tirreno

Pisa

Misericordia, nuovo cda ma il risultato è contestato

di Candida Virgone

Marchetti eletto governatore con 103 voti, ma la polemica non si esaurisce Alcuni soci, statuto alla mano, criticano i risultati. Entro agosto voto integrativo

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PISA. Non c’è pace per la Misericordia, commissariata e afflitta da dabiti milionari. I soci della secolare arciconfraternita sono andati alle urne, ma anche il voto è stato caratterizzato dalle polemiche, perché i seggi erano uno e non due come al solito, perché qualcuno contestava la composizione della commissione elettorale tanto da arrivare al ritiro di nove candidati, perché secondo qualcuno, statuto alla mano, il nuovo magistrato, il nome dato al cda nell’arciconfraternita, non avrebbe i numeri legali, essendo composto da dieci persone anziché undici e quindi non potrebbe essere convocato e non potrebbe governare. Gli eletti sono i candidati rimasti al loro posto, pubblicati sulla nostra cronaca insieme a quelli di chi ha fatto marcia indietro. Nessun colpo di scena eclatante quindi, rispetto a quello che Il Tirreno aveva anticipato. Il nuovo governatore è, come avevamo detto, il commercialista Luigi Marchetti, che ha avuto 103 voti su 116 votanti, il suo vice è Davide Rossi, che ne ottenuti 101, i residenti magistrali sono Michele Apruzzese, Maurizio Ghiara, Nicola Pieracci e Paolo Toni. Cinque votati dai soci secondo statuto, più tre che devono essere nominati dalla Curia. Ma anche con questi nomi si arriverebbe a dieci persone, mentre perché il cda sia valido pare ci vogliano undici membri. Di parere diverso altri soci, secondo i quali, fra l’altro, proprio per statuto, una volta presentate le proprie candidature, non si può tornare indietro. E indietro invece sarebbero tornati in molti, come vicegovernatori almeno due, Giuseppe Cagnoni e Lara Magagnini, come residenti magistrali altri due, Sergio Benvenuto e Luca Bertini. E mancano anche i numeri per il collegio dei probiviri, dove è stato eletto solo Simone Masoni: si erano infatti ritirati Pierluigi Antonucci, Maristella Barbuti Palandri, Enrico Campani, Paola Meacci e Roberto Nelli. Incompleto sarebbe infine pure quello dei sindaci revisori: eletti infatti Roberto Cavani, Vincenzo Menichincheri e Alberto Venturini, mancherebbero i previsti tre supplenti. A questo punto per qualcuno si dovrebbe andare ad un voto integrativo, per qualche altro si dovrebbe rifare tutto daccapo, ma se ne potrebbe parlare anche comodamente ai primi di agosto, perché una nuova convocazione, in un caso e nell’altro, è prevista entro 45 giorni.

E c’è dell’altro. Secondo alcuni i tre membri del seggio preposto al voto devono consegnare gli scrutini con votanti e preferenze alla commissione elettorale per la proclamazione degli eletti e uno dei due verbali redatti deve essere affisso all’albo per otto giorni, per altri invece deve essere la commissione elettorale, che si riunisce oggi pomeriggio, ad affiggere i risultati. Di certo il voto ha avuto un afflusso ben diverso rispetto al passato, quando i seggi erano due, uno al cimitero della confraternita, l’altro in sede. Quest’anno si è votato solo in sede, al Cep. I votanti del giugno 2011 furono infatti 340 e il governatori Strambi ebbe 264 preferenze.

Oggi fra l’altro è in calendario anche l’incontro fra il commissario Stefano Ragghianti e i sindacati per l’accordo sul personale, che prevede contratti di solidarietà per i 65 dipendenti al 33%.

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