Toscana
Chiesti alla famiglia vestiti e biancheria di Roberta Ragusa
GELLO DI SAN GIULIAN O TERME. Gli inquirenti hanno chiesto alla famiglia di Roberta Ragusa la consegna di nuovi oggetti appartenuti alla donna, scomparsa misteriosamente dalla sua casa di Gello di...
GELLO DI SAN GIULIAN O TERME. Gli inquirenti hanno chiesto alla famiglia di Roberta Ragusa la consegna di nuovi oggetti appartenuti alla donna, scomparsa misteriosamente dalla sua casa di Gello di San Giuliano a metà gennaio. Ieri sera alcuni indumenti sono stati presi in consegna dall’avvocato della famiglia Logli, Roberto Cavani, ed oggi verranno consegnati ai carabinieri. Si tratta di biancheria intima, un pantalone ed una camicia. Nelle mani degli investigatori, e soprattutto dei Ris, erano già stati consegnati nelle scorse settimane un pettine ed una spazzola per capelli, una lima per le unghie e l suo spazzolino da denti. Quegli oggetti erano serviti alla delineazione di un profilo genetico usato per diverse comparazioni, quelle che in pratica avrebbero dovuto scagionare Antonio Fusi, indagato per omicidio volontario con il marito della donna, Antonio Logli, 48 anni. Fusi, 62 anni, pontederese, sospettato per aver dato quella notte un passaggio ad una donna che assomigliava alla signora scomparsa, uscì definitivamente di scena quando venne indentificata la persona che era salita sulla sua vecchia Panda verde. È probabile che siano necessari nuovi approfondimenti per dare una risposta definitiva anche alle analisi che devono essere eseguite sugli abiti trovati a Montaione, della biancheria intima, una sorta di tuta rosa a righe ed un paio di ballerine che un personal trainer della palestra che Roberta frequentava dice di aver riconosciuto, ma che secondo la famiglia non assomigliano neanche lontanamente al tipo di calzature che la donna usa indossare e comunque non sarebbero neanche corrispondenti nel numero: le scarpe infatti sono numero 49, mentre la signora Ragusa, molto alta, porterebbe il 40.
Si attendono ancora i risultati delle analisi compiute sui pc del marito e della sua amante, Sara Calzolaio, 28 anni, ex baby-sitter di famiglia ed ex segretaria dell’autoscuola Futura, che Roberta gestiva col suocero e il marito a Gello. Si tratterebbe di banali conversazioni di natura sentimentale, dicono gi autori, ed anche gli inquirenti - l’indagine dei carabinieri di Pisa è diretta dal consigliere Aldo Mantovani - non sperano di desumere da quei messaggi epistolari novità di spicco.
Prosegue intanto l’ascolto di altre testimonianze di amici e conoscenti della coppia, come sempre alla ricerca di un indizio che possa rivelarsi utile ad una indagine ormai da mesi ferma in un certo senso al capolinea. Le uniche novità di rilievo sono emerse dalle indiscrezioni via via uscite sulle indagini, piuttosto che da reali particolari capaci di apportare svolte significative all’inchiesta.
Intanto, mentre la famiglia si riserva di agire nei confronti dei troppi testimoni e degli svariati sedicenti amici emersi di volta in volta in questa storia e portati alla luce della ribalta, il legale della famiglia intende rivolgersi al garante della privacy per il troppo clamore portato su questa vicenda, chiedendo soprattutto la tutela dei figli minori della signora Ragusa, Daniele, 15 anni, e Alessia, 11, esposti senza scrupoli a notizie di ogni genere, dalla tv al web, sulla possibile fine della madre. Un appello sull’assedio mediatico è stato rivolto sia al sindaco di San Giuliano che ai vigili urbani, con le mani legate comunque rispetto al diritto di cronaca, e ai vicini di casa per la disponibilità offerta ai media del campo di fronte ai Logli. L’ultimo atto di Antonio è stata l’ennesima richiesta di spegnere i riflettori notturni durante le dirette che illuminavano a giorno la casa dove i ragazzi, a quell’ora, dovrebbero poter dormire in pace.
(c.v.)
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