Sicurezza
Il Pd deve trovare una nuova via
Quella che stiamo vivendo è una crisi di sistema, che è crisi del capitalismo finanziario, della società di mercato, delle economie di carta. I nuovi equilibri globali hanno modificato
Quella che stiamo vivendo è una crisi di sistema, che è crisi del capitalismo finanziario, della società di mercato, delle economie di carta. I nuovi equilibri globali hanno modificato la distribuzione mondiale del lavoro; siamo al limite di rottura del sistema del consumo ed al decadimento del “modello” neo-liberista dell’Occidente, basato su queste idee: meno Stato, solo mercato, l’adozione di politiche di potenza, lo sfruttamento delle risorse e del lavoro.
Accanto a questo ed in contrapposizione ad esso si registrano le dinamiche e la spinta al cambiamento che le società esprimono: mi riferisco ai movimenti per le libertà e per il pane, agli “indignati” contro la finanza; al movimento costituitosi intorno ai referendum e sul tema dei “beni comuni; ai risultati delle elezioni amministrative.
Di fronte a tutto questo, la politica appare impotente ed incapace di comprendere e di offrire “nuove vie”.
Sul piano dell’analisi, occorre partire dalla necessaria critica radicale al modello liberista, dicendo “sì” ad un’economia di mercato – anche se più etica e sociale – ma dicendo “no” alla società di mercato, dove tutto è merce, persino i diritti ed anche il lavoro!
Su quest’ultimo aspetto c’è la necessità di riaffermarne dignità sociale e centralità del lavoro. Non basta “creare lavoro”. Abbiamo bisogno di rifondare un modello di democrazia sostanziale; la democrazia come valore e non come semplice forma di governo; una democrazia più partecipata – ma sulle idee e non sui nomi – che riconosca a pieno l’autodeterminazione del cittadino; una democrazia economica, alimentare, energetica, che non sia una parola vuota, ma che torni a significare e ad essere “il potere del popolo”, che abbia il coraggio di mettere al centro la “questione fiscale”, quale primo patto tra cittadino e Stato e quale strumento di giustizia ed uguaglianza. E quindi affrontare la crisi ed il problema del debito, sempre assumendo quel punto di vista generoso e non egoista verso chi verrà dopo di noi.
Questo è ciò che vorrei che pensasse, dicesse e facesse il Partito Democratico! Ma so anche che è proprio questo ancora il problema del Pd, “ingessato” sul piano dell’elaborazione politica dalle differenze tra chi strizza l’occhio al neoliberismo e che si sente nel solco della cultura socialdemocratica. È quanto mai urgente trovare una sintesi nuova, una “nuova via” tra queste posizioni, anziché parlare solo di primarie!
Assessore alla Provincia di Pisa
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