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Pisa

Studente multato e niente borsa di studio

Studente multato e niente borsa di studio

«Un errore nel compilare il reddito familiare. Per queste regole mi sono battuto con la mia lista»

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PISA. Sbaglia a compilare il reddito familiare e lo studente è costretto a restituire la borsa di studio e a pagare oltre 2 mila euro all'Azienda per il diritto allo studio universitario della Toscana (Ardsu). Lo studente è Ettore Bucci, membro della lista studentesca Sinistra per e rappresentante del Consiglio territoriale degli studenti per il controllo della qualità nell'ateneo pisano. «C'è stato un errore materiale di compilazione del modello Isee e quindi giustamente darò indietro quanto non mi era dovuto», dice Bucci che non farà ricorso ed anzi loda l'operato degli uffici di controllo dell'Ardsu. Gli uffici impongono allo studente di dare indietro 2.280 euro che è la differenza tra quanto lui ha incassato dalla borsa di studio del 2010-2011 e quanto gli sarebbe spettato. Nella cifra sono ricomprese le quote riguardanti i servizio mensa goduto e l'alloggio. Al tempo stesso, gli viene revocata la borsa di studio per il 2011-2012 con la motivazione dell'"Isee superiore". La stessa Ardsu rende noto che l'errore dello studente riguarda l'errato conteggio di un "accatastamento degli immobili familiari". Non vi è stata dunque nessuna volontarietà nella erronea compilazione dell'Isee. Da parte di Bucci c'è la massima trasparenza e collaborazione con l'azienda. «Non farò ricorso, c'è stato un errore, pagherò quanto dovuto e lascerò l'alloggio studentesco». Ironia della sorte, Sinistra per e Bucci in particolar modo si sono a lungo battuti perché venissero aumentati i controlli su quanti facevano domanda di borsa di studio. «Certo è così - spiega Bucci - ed il sottoscritto è già stato controllato tre volte ed è bene che ci siano questi controlli a garanzia degli studenti e del diritto allo studio». Il rappresentante di Sinistra per, aggiunge: «Nel 2007, i controlli venivano fatti su un campione del 20% dei richiedenti la borsa di studio mentre oggi, finalmente, si fanno su tutti». Ciò comporta un grosso dispendio di energie da parte degli uffici dell'Ardsu. «Certamente sì, - spiega Bucci - visto e considerato che il controllo sul campione del 20 % dei richiedenti la borsa di studio, teneva impegnati gli uffici per oltre 5 mesi. Però ripeto che tutti questi controlli sono doverosi affinché ci sia la massima tutela e trasparenza degli studenti».

Carlo Venturini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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