Il dolore
Molti dubbi sulle caserme resta il palazzo ex Poste
PISA. Sono tante le ipotesi in campo sul futuro della Sapienza e della Biblioteca universitaria. Per fare ordine si devono specificare due aspetti: ora bisogna sgombrare l’immobile, in sofferenza per...
PISA. Sono tante le ipotesi in campo sul futuro della Sapienza e della Biblioteca universitaria. Per fare ordine si devono specificare due aspetti: ora bisogna sgombrare l’immobile, in sofferenza per il peso degli oltre 700mila volumi custoditi al suo interno; quindi per ogni soluzione si distinguono parte transitoria e a regime. Inoltre, sono di esclusiva competenza dell’Università le decisioni sulla facoltà di giurisprudenza, che ha gran parte delle sue attività nel Palazzo che è stato chiuso; mentre per la Biblioteca, che appartiene al Mibac (ministero della cultura) è la conferenza dei servizi l’organo che si esprimerà. Quest’ultima è stata convocata dal rettore Massimo Augello e comprende rappresentanti di Ateneo, Prefettura, Demanio, Difesa, Mibac, Regione, Provincia e Comune. Per quanto riguarda i suoi libri, l’Università pensa di spostare nell’archivio di Montacchiello gran parte del patrimonio e di disporre uno spazio di consultazione per testi specifici di giurisprudenza considerati funzionali alla didattica. Alla fine dei lavori, tutto tornerà a “casa”.
La conferenza servizi sul transitorio della Biblioteca universitaria pensa all’ex magazzino delle Poste e ferrovie in via Corridoni, ma il gruppo di lavoro nominato durante la prima non ha ancora effettuato i sopralluoghi per valutarne la fattibilità. Alternative possibili: le caserme in dismissione, con qualche paletto: è preferibile evitare il padiglione San Vito in lungarno Simonelli e la caserma Artale di via Roma, perché su queste ci sono già progetti avviati rispettivamente da Soprintendenza e Comune. Resta dunque poco nel piatto. Sul progetto definitivo, si registrano le maggiori divergenze: il Mibac è «dell’avviso che la Biblioteca universitaria debba rimanere nel palazzo della Sapienza, sua sede», come chiedono numerosi esponenti della società civile. Al contrario l’Università, e in particolare giurisprudenza, vorrebbero riaprire il palazzo con più spazio per sé. (g.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
