Gioco
Misericordia, bagarre sul voto In nove ritirano la candidatura
Dopo quattro esclusioni, nove aspiranti alle cariche scrivono una lettera ai soci in cui contestano la commissione elettorale, i modi con cui si è andati alle urne e la validità del cda che verrà eletto
PISA. L’accordo sul personale è slittato a martedì, ma anche il voto non avviene così tranquillamente in casa Misericordia. C’è infatti già aria di bufera sulle urne aperte oggi, dalle 8 alle 18, nella sede della venerabile arciconfraternita, al Cep, perché un gruppo di candidati si è ritirato contestando modalità e fatti e scrivendo una lettera ai soci in cui spiega le proprie motivazioni. Secondo il gruppo «la commissione elettorale non è stata eletta secondo i dettami del regolamento elettorale in vigore, alcuni candidati sono stati espulsi dalla lista con motivazioni scorrette e in qualche caso pretestuose, mentre altri candidati, che presentavano condizioni analoghe, sono stati ammessi».
E vediamo da chi è composta la commissione elettorale: in primis da Vincenzo Littara, direttore della Banca di Cascina, con cui la confraternita ha un prestito, l’avvocato Enrico Fascione, e la signora Miranda Bonturi, del gruppo Fratres.
Si sono invece ritirati cinque aspiranti probiviri: Pieluigi Antonucci, Maristella Barbuti Palandri, Enrico Campani, Paola Meacci e Roberto Nelli; i candidati a vicegovernatore Giuseppe Cagnoni e Lara Magagnini, e i residenti magistrali Sergio Benvenuto e Luca Bertini.
E gli esclusi? Sono Daniele Giugliano (avrebbe come dipendente la figlia), Sauro Biagioni e Giuliano Bellini (erano soci della Coop La Fratellanza, in liquidazione coatta) e Maurizio Belli (è dipendente dell’Asl, con cui l’associazione è convenzionata).
In lizza restano undici candidati, ma all’appello ne mancherebbero due e, una vota eletto il magistrato, cioè il cda, c’è chi ne contesta, con queste vacanze, la validità. All’impegnativa carica di governatore di un ente con debiti milionari c’è il commercialista Luigi Marchetti, che comunque non si lascia scoraggiare e appare abbastanza agguerrito; una sola la candidatura a vice (dovrebbero essere in due) ed è quella di un ex, Davide Rossi. I residenti magistrali ci sono tutti e sono Michele Apruzzese, Maurizio Ghiara, Francesco Mancuso, Nicola Pieracci e Paolo Toni; devono essere in otto, ma tre dono di nomina diretta della curia e dunque li deve indicare l’arcivescovo.
Manca all’appello un proboviro: c’è solo la candidatura di Simone Masoni; mentre per i sindaci revisori mancano i supplenti: i candidati sono Roberto Cvani, Vincenzo Menichincheri e Alberto Venturini.
Insomma per la secolare congrega pisana neanche andare al voto risulta facile. I nove ritirati ricordano che «questa elezione segna uno spartiacque fra passato e futuro ed ha un valore simbolico e pragmatico, perché il prossimo magistrato dovrà operare chirurgicamente e professionalmente restando fedele al principio della fratellanza fra gli individui, il bene dei dipendenti e dell’associazione». Che ha comunque dieci milioni di debiti....
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