Sicurezza
Morosità, linea dura Apes e Comuni contro i furbetti
Lo sforzo è massimo, da parte di Comuni e Apes, Azienda pisana edilizia sociale, per recuperare e assegnare quante più case possibile entro la fine dell’anno. Ben 39 Comuni della provincia di...
PISA. Lo sforzo è massimo, da parte di Comuni e Apes, Azienda pisana edilizia sociale, per recuperare e assegnare quante più case possibile entro la fine dell’anno.
Ben 39 Comuni della provincia di Pisa si sono raccolti nel progetto Lode, livello ottimale di esercizio, che è stato istituito proprio per favorire la gestione unitaria dell’edilizia residenziale pubblica.
Ogni anno, infatti, i Comuni si trovano a gestire una media di 150 case di risulta, cioè case popolari restituite dagli assegnatari ma da ristrutturare prima di poter essere nuovamente consegnate.
Nel 2012 sono 32 gli alloggi che il Comune di Pisa ha già assegnato e 58 che si impegna a recuperare entro la fine dell’anno, con un grande sforzo economico.
«Le risorse che mettiamo a disposizione per il recupero di questi appartamenti derivano dai ricavi delle vendite immobiliari del 2011 ma anche dal canone concessorio comunale di 430mila euro non incassato da Apes ma reinvestito per la ristrutturazione», spiega Ylenia Zambito, assessore alle politiche abitative.
Ogni alloggio di risulta necessita, infatti, di una spesa di circa 10mila euro per essere reso nuovamente disponibile, in regola cioè con tutte le normative vigenti sulla sicurezza degli impianti e risanato dalle eventuali incurie presenti.
«Questo sforzo messo in campo dall’amministrazione comunale vuole essere una risposta concreta alla forte pressione abitativa che riceviamo in questo periodo di crisi e l’obiettivo di tutti noi è di arrivare ad azzerare il numero di alloggi pubblici vuoti», dice Lorenzo Bani, presidente Apes.
Un obiettivo ambizioso, che prevede risorse economiche sempre maggiori per la manutenzione degli immobili, che già oggi costa 7 milioni di euro l’anno.
«E’ importante garantire a tutti gli aventi diritto un alloggio popolare e, per recuperare i soldi necessari, abbiamo deciso di adottare la linea dura sulle morosità, che potrebbero farci recuperare ben 2 milioni di euro», continua Zambito.
Su 6500 assegnatari di case popolari nella provincia di Pisa circa 200 risultano morosi. Pur volendo mantenere la dovuta comprensione per i casi sociali certificati e realmente impossibilitati a pagare il canone di affitto, il Comune si dichiara invece inflessibile con i cosiddetti “furbetti”, coloro cioè che, pur potendo, continuano a non pagare, negando di fatto il diritto a nuovi assegnatari di ottenere una casa popolare.
«Abbiamo già avviato la procedura di sfratto per trenta casi eclatanti, in cui il reddito risulta alto o addirittura mai dichiarato al fisco; in queste situazioni abbiamo dunque scelto di procedere aggredendo le morosità che vanno poi a pesare su tutti i cittadini onesti», conclude Bani.
Raffaella Ioannone
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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