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Pisa

MENO MALE CHE C’È LA LUMINARA

Settimana di conti sospesi, di arzigogoli, meretricio, utopie e piedi. Per cominciare tre notizie di conti in sospeso che sconcertano. I Comuni della provincia non hanno mai chiesto il risarcimento...

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Settimana di conti sospesi, di arzigogoli, meretricio, utopie e piedi. Per cominciare tre notizie di conti in sospeso che sconcertano. I Comuni della provincia non hanno mai chiesto il risarcimento per i danni subiti dallo scandalo Geofor del 2006. Ora la possibilità di rivalersi è prescritta, l'azienda è un'altra e chi si è visto si è visto.

I terreni dove sorgerà Ikea, già di proprietà del Comune, avrebbero potuto essere non pagati dall'azienda che li ha poi venduti al colosso svedese. Gli altri terreni di proprietà pubblica dove sorgerà la parte residenziale del porto di Marina, potrebbero non essere mai acquistati. Lo saranno solo se si cominceranno a costruire gli immobili. Il problema è che quelli che dovrebbero comprarli non hanno il permesso di costruire perché non sono proprietari dei terreni. Vi pare normale? Arzigogoli da azzeccagarbugli.

Un'ordinanza del sindaco è già leggenda sul web. E' quella sulla prostituzione "su strada" (esiste anche una prostituzione su pista?). Pisa si schiera contro il mestiere più antico del mondo (definendolo meretricio) in modo perentorio e deciso, ma a tempo determinato, dal 1° giugno al 30 settembre 2012 (ormai anche le ordinanze sono co.co.pro.). In rete diventa oggetto di formidabili ironie ed è nato il "Meretricio-test". Secondo me c'è poco da ridere, da qualunque parti la si guardi.

Ieri è stato presentato un bel libro: "Kibbutz 3000", di Enrico Catassi e Alfredo De Girolamo, racconta quel che rimane di un tentativo di vita collettiva e socialismo che nacque un secolo fa. Si documenta che qualcosa resta. L'utopia può essere possibile e in un luogo tormentato e impensabile: Israele.

Dopo più di due lustri, la nostra Torre tornerà ad essere illuminata per quello stupefacente spettacolo che Pisa riesce a dare una volta l'anno. La Luminara è la rappresentazione di quel che Pisa potrebbe essere se fosse generosa, aperta, accogliente come, per magia, le riesce nella notte di San Ranieri.

La frase della settimana è la strofa finale del più bello dei tanti bei sonetti scritti da un mio antico omonimo: «Chi nun l' ha vista, 'reda, 'un lo por crede'; eppoi, 'ni basti di' che ar mi' 'ugino, dalla gran carca 'ni stroppionn' un piede». Stasera divertitevi, ma attenti a dove mettete i piedi.

Alla prossima.

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